Presentato alla stampa il programma di Malazè 2019, l’evento archeoenogastronomico dei Campi Flegrei che si terrà a Settembre.

Cresce l’attesa per la XIV edizione dell’evento Malazè, un grande contenitore che coinvolge associazioni e aziende del territorio dei Campi Flegrei. La formula di “Malazè” è quella di eventi, percorsi culturali che si sviluppano nell’arco di dieci giorni con iniziative quotidiane divise per tipologie, ma organizzati e strutturati in modo tale da renderli omogenei tra di loro.

La manifestazione, che si terrà a settembre dal 14 al 24, è una vetrina del territorio proposta ad una platea regionale, nazionale e internazionale nata per sviluppare il turismo archeoenogastronomico.

Ma perchè nasce Malazè? e come si è evoluto negli anni?

A rispondere è Rosario Mattera, ideatore e organizzatore dell’evento: <<Malazè nasce nel 2006 spinto dalla voglia di far conoscere il bello e il buono dei Campi Flegrei; negli anni l’evento è diventato un laboratorio diffuso di innovazione territoriale, dove si attivano nuovi percorsi di sviluppo a base creativa e culturale, che combinano la tutela e la valorizzazione del patrimonio paesaggistico con il food, il sociale, le nuove tecnologie>>. La kermesse d’eccezione, oggi ingloba una rete di trenta operatori-sostenitori di peculiari raffinatezze flegree in cornici d’eccezionale bellezza.

Il Programma 2019 – “Nun Vac e’ Press Tour” è stato presentato alla stampa presso il complesso “Akademia Cucina and More” sul lago Lucrino che insieme al percorso attorno al Lago D’averno ha rappresentato la straordinarietà dei luoghi coinvolti nella terra millenaria del mito, che diventeranno a settembre una fucina di talenti grazie anche alla formula “Lab” della kermesse.

Saranno in particolare tre gli hub culturali protagonisti di Malazè 2019: in primis il lago d’Averno ante 1538 che comprende anche quello di Lucrino; la riserva naturale del cratere degli Astroni, mentre l’altro hub è all’interno del Rione Terra, dove dovrebbe realizzarsi il progetto Malazè del Salone del vino, da vitigno a piede franco. I tre hub, partiranno da mattina a sera nelle giornate dal 14 al 24 settembre, e comunque ci sarà una domenica di vecchio stampo Malazè, ma la cosa importante è il ritorno del food con la partecipazione di 30 ristoratori di Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida, Quarto, Napoli, Giugliano e non solo.

Dagli orti sociali alle fattorie didattiche, che si uniscono agli eventi più tradizionali come il salone del vino al Rione Terra e le botteghe dei sapori. Si conferma quindi, anche quest’anno, la formula del Malaze’ Lab, un modo per mettere insieme campi diversi e idee in ottica sinergica.

E’ un format che può creare economia, concepire i luoghi come contesti dove poter passare momenti ricreativi, ma anche come siti “produttivi” nel senso più nobile della parola, perché producono cultura e la trasformano in una ricchezza economica redistribuita sul territorio a vantaggio dell’intera comunità.” – spiega Rosario Mattera.

In programma anche percorsi storico-letterari, una sorta di mini “Grand tour”, mossi dallo spirito della scoperta e ideati da Francesco Escalona, scrittore ed ex presidente del Parco Regionale dei Campi Flegrei.

L’anteprima Malazè si è svolta al Lago d’Averno, in un suggestivo percorso guidato da Giuseppe Ioffredo e Giuseppe Matino.

Il lago d’Averno è uno specchio di acque cupe dalla forma ellittica che occupa un antico cratere, dove gli antichi romani posero l’ingresso agli inferi. Le sue acque sono immote e scure, le ripide pareti che lo circondano sono coperte da boschi, mentre quelle a pendenza dolce sono occupate da vigneti a terrazza. In passato si racconta che le acque esalassero acido carbonico e gas che non permettevano la vita agli uccelli: da qui il nome Avernus, dal greco Aornon, luogo senza uccelli. Averno nell’antichità era anche sinonimo di Inferno, infatti Virgilio nel VI libro dell’Eneide ne parla come ingresso agli Inferi. In epoca romana sotto Agrippa il lago fu trasformato in uno dei porti di Cuma, il porto Julius, in aggiunta all’altro preesistente che si trovava sul mare, ove è l’attuale lago di Lucrino.

Contemporaneamente alla creazione del nuovo porto furono scavate altre due gallerie: l’una, la Grotta di Cocceio, collegava il porto Julius alla città bassa di Cuma, mentre l’altra è rappresentata dalla grotta della Sibilla , scavata nella collina che separa il lago di Averno dal lago di Lucrino. Un posto stregato dove, per la presenza di antiche rovine, la natura si sposa con la cultura dando vita ad uno spettacolo davvero prodigioso.

Imperdibile è la passeggiata al Tempio di Serapide nella vicina e ridente cittadina di Pozzuoli. Il Tempio è detto di Serapide (più propriamente Serapeo) per il rinvenimento di una statua del Dio Serapis, e rappresenta una rara testimonianza del fenomeno del bradisismo. Lungo la sponda orientale, si ammira la grandiosa sala termale, nota come “Tempio di Apollo”.

La terra cantata da Virgilio diviene poesia nel progetto Cantine dell’Averno e Vigneto Storico Mirabella, una cantina dai piccoli numeri volta unicamente alla produzione di vini di qualità che hanno come base i vitigni autoctoni dei Campi Flegrei. Falanghina e Piedirosso, i nomi dei vini doc pieni di storia e tradizioni.

Il Lago d’Averno oltre ad essere un sito archeologico e terra vitivinicola è anche una terra fertile per gli ortaggi. Lo testimoniano Fabiana e Gabriella di Masseria Sardo, sita sulle colline del lago. Un casale storico che le due sorelle hanno aperto al pubblico come agriturismo. La terra lavorata con amore e rispetto da Fabiana, dona ortaggi gustosi e salubri, oltre a una ricca varietà di erbe spontanee. Questi frutti sono gli ingredienti principali della cucina di Gabriella, chef con esperienza decennale, incentrata sui sapori ampi di una materia prima eccelsa.

Con questa edizione, come già da diverse, Malazè intende tutelare e valorizzare i beni dei Campi Flegrei, culturali e ambientali con il food, il sociale ed il fare impresa che vanno a coniugarsi con sviluppo, identità e sostenibilità, partendo dalla convinzione che “da soli non si va da nessuna parte”.

Romina Sodano

A proposito dell'autore

Romina Sodano

Esperta enogastronomica, docente, pubblicista, conduttrice, video reporter, sommelier e assaggiatrice ONAF. Titoli professionali conseguiti a Roma, Verona e Milano, in pasticceria, panificazione, lievitazione e cioccolateria . Laurea in Economia Aziendale e gestione delle imprese, innamorata del Marketing. Project Manager Napoliprogress adv. PR Discepoli di Auguste Escoffier. CEO di Le stanze della cultura S.a.s di Romina Sodano & Co. "Sono una ribellione alla statistica, i numeri non possono definirmi e la letteratura non osa raccontarmi." La mia passione? La natura che fa il suo corso. Il territorio ci identifica in ciò che siamo!

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