Siamo giunti alla stagione 2017/2018: alla guida del Napoli c’è per il terzo anno di fila il Maestro Maurizio Sarri, il preliminare di Champions è alle porte ed in molti sottovalutano gli azzurri per un mercato statico, pressoché immobile(in arrivo soltanto il giovane Ounas ed il terzino portoghese Mario Rui). Intanto i calciatori stringono una sorta di patto: rimangono tutti, c’è chi si “decurta” le vacanze e non vede l’ora di cominciare a lavorare al fine di sorprendere e cercare di regalare un sogno al popolo azzurro, quel sogno chiamato Scudetto.

Parte subito bene la compagine partenopea che supera con un doppio 2-0 il pericoloso Nizza di Mario Balotelli assicurandosi l’ingresso nei gironi di Champions League. Ma è l’esaltante cavalcata in campionato a regalare gioia infinita ai napoletani: i ragazzi di Sarri ormai incamerano record su record(aggiornati quasi a cadenza settimanale) e nelle prime otto giornate sono solo vittorie! Si ricomincia a vincere dopo che alla nona l’Inter riesce a strappare con i denti ed un po’ di fortuna uno 0-0 al San Paolo: insomma prima del big-match con la Juve del primo dicembre lo score dice 12 vittorie e 2 pareggi, niente male.

Ma proprio quando si comincia a sognare in grande e si ipotizza uno strabiliante +7 sui bianconeri, si comincia a ritornare con i piedi a terra: la squadra di Allegri che risulterà dalle statistiche praticamente per 80 minuti nella propria metà campo riesce a vincere grazie ad un guizzo del tanto criticato, fischiato ed odiato Higuain! C’è un po’ di scoramento nell’ambiente azzurro e lo si nota quando, dopo la sosta, il Napoli non va oltre il pareggio con la Fiorentina al San Paolo; gli uomini di Sarri però ritrovano lo smalto a Torino contro i granata e battendo in serie anche Sampdoria e Crotone(a domicilio nell’ultima di andata) si aggiudicano il titolo di Campioni d’inverno.

Il Napoli così riprende la marcia e sembra simulare il cammino impeccabile ed immacolato del girone d’andata: le prime 7 sono tutte vittorie! Intanto anche la Juventus sembra non avere ostacoli ma non mancano gli immancabili episodi dubbi, sempre e scientificamente a favore della Vecchia Signora(anche il tanto discusso VAR sembra per alcuni mesi come d’incanto non esistere quando in campo vi sono i torinesi): la pressione della già forte e ricca corazzata targata Agnelli trova il culmine il giorno sabato 3 marzo quando la Juventus, ospite della Lazio, soffre senza mai tirare in porta. Nella ripresa il solito regalino della squadra arbitrale che sorvola su un solare intervento da rigore ai danni di Lucas Leiva (ma il supporto tecnologico?); oltre al danno la beffa delle beffe e così al 96′, a soli 3 secondi dal triplice fischio, non si sa come Dybala riesce a trovare la via del gol con una prodezza incredibile. Lo scoramento del popolo azzurro si tocca con mano, il trovarsi a combattere contro i mulini a vento fa sentire impotenti e privi di forze e stimoli e questo malumore generale arriva fino alla squadra azzurra che di lì a poco è impegnata nella gara interna contro la Roma: non è il solito Napoli ed un super Dzeko infierisce senza pietà, finisce 4-2 per i giallorossi. E’ presto per dirlo ma sembra già la fine di un sogno…

Ci si rimbocca le maniche e la settimana dopo a Milano con l’Inter non si va oltre uno scialbo pareggio, le speranze vengono alimentate da qualche sorprendente stop della Juventus che arriva allo scontro diretto dello Juventus Stadium in vantaggio di 4 punti.            22 Aprile 2018, la partita delle partite: il Napoli domina in lungo e in largo ma non riesce a pungere più di tanto l’attenta e arcigna difesa bianconera. Fino a pochi secondi dal 90′ però, quando dal calcio d’angolo da destra di Callejon svetta in maniera incontrastata il gigante senegalese Koulibaly che trafigge in maniera inesorabile l’incolpevole Buffon. In città si festeggia con caroselli e tuffi nelle fontane, più che un trofeo si brinda alla vittoria contro un regime, contro i poteri forti, contro chi fa soprusi e si sente invincibile. Davide che batte Golia!

C’è anche la speranza che si possa vincere inaspettatamente ed al fotofinish quel benedetto terzo Scudetto, il calendario della Juventus non è tra i più semplici: sei giorni dopo i bianconeri affrontano una rinfrancata Inter. Ovviamente tutti gli occhi sono puntati sul big-match di San Siro, la Juve non può fallire l’appuntamento con i 3 punti: non è la solita forte e spietata squadra quella di mister Allegri che comunque passa in vantaggio nella fase iniziale grazie ad un gol di Douglas Costa e si trova anche in superiorità numerica per una surreale espulsione di Vecino, prima ammonito e poi espulso su suggerimento del VAR! Si va al riposo sul vantaggio Juve e con la sensazione che Orsato possa rappresentare la più grande garanzia sul risultato dei bianconeri. Nonostante l’inferiorità i ragazzi di Spalletti lottano e mettono sotto gli avversari trovando addirittura 2 reti (Icardi ed una maldestra autorete di Barzagli): ci sarebbe un’espulsione sacrosanta di Pjanic che sotto gli occhi di Orsato(eh già, lo avevamo insinuato) stende con un calcio al petto modello Bruce-Lee un avversario. Non funzionano gli occhi dell’arbitro e si spengono per alcuni secondi quelli degli addetti al VIDEO ASSISTANT REFEREE: signori per carità non è accaduto un bel nulla, cosa c’entra con l’espulsione di Vecino? Sembra comunque non esserci storia, i bianconeri sembra non abbiano le forze per reagire, sembra, appunto. Si perché al minuto 88 Cuadrado trova un tiro cross che Skriniar devia nella propria rete priva del portiere: sì perché Handanovic decide di scansarsi per il 2-2! Finita? Macché: c’è ancora il minuto 90 ed una punizione dalla trequarti da battere. Dybala pennella ed Higuain solo e dimenticato devia di testa per la più insperata(?) delle rimonte: il portiere sloveno che intanto era intento a vedere se in curva vi fosse un suo parente non si accorge dell’azione e non si oppone. Fine della storia del campionato, fine del pudore, fine della giustizia: non c’è stato verso di strappare questo annunciato settimo titolo consecutivo dei record alla Regina del calcio italiano. Il resto è noia, il giorno dopo il Napoli perde la testa e la partita a Firenze interrompendo una serie interminabile di risultati positivi in trasferta: gli azzurri hanno mollato, il Potere si è dimostrato troppo forte. Ma concluderanno con un lusinghiero record, un altro, quello dei 91 punti; avrebbe significato scudetto dovunque, in qualsiasi altro paese, per distacco, anche in Italia. Non in quest’anno, non quando te la giochi con la Juventus…

E’ la stagione del calcio più bello mai visto a Napoli (ed in questi ultimi anni dicono del miglior calcio d’Europa) ma dell’amarezza per non aver vinto nulla(ancora una volta), la stagione per il rimpianto di aver lasciato con troppa leggerezza una competizione importante ma fin troppo sottovalutata come l’Europa League che il Napoli poteva vincere eccome. Sì perché la squadra azzurra non ha un buon approccio con la massima competizione europea ed esce per mano del Manchester City (e ci sta) e dello Shakhtar Donetsk (molto inferiore agli azzurri). Ed allora una volta retrocessa si fa battere a domicilio dal Lipsia (1-3) per poi dimostrare in Germania di poter battere gli avversari come e quando vuole (2-0 esterno, ma non basta): la frittata è fatta e Sarri paga la decisione di lottare solo per il campionato ed il fatto di affidarsi solo ed esclusivamente (e direi colpevolmente, unico neo di un allenatore meraviglioso) ad una cerchia ristretta di calciatori. Anche in Coppa Italia non si fa una bella figura uscendo per mano dell’Atalanta, corsara a Napoli nella gara unica. Fine di un ciclo, un po’ a sorpresa mister Sarri sembra poter andare via da Napoli, le sirene inglesi si fanno insistenti e DeLa sembra essere stanco dei dubbi del toscano…