Dott. Francesco Vetrano, Responsabile Medico Chirurgo specialista in Pediatria e Igiene e Medicina Preventiva presso l’Ospedale Santobono – Pausilipon

Ci spiega come funziona il Registro Tumori?

Il registro tumori della Regione Campania abbraccia tutte e cinque le province e parte dallo studio dell’incidenza della malattia a cominciare dall’anno 2008. Siamo tra le poche regioni d’Italia, insieme a Piemonte e Marche, ad essere accreditate ad avere il 100% di copertura sulla popolazione 0-99 anni e un registro infantile. Studiamo attraverso i flussi sanitari, inclusa l’anatomia patologica, andiamo ad individuare tutti i nuovi tumori. L’incidenza questo calcola, i nuovi tumori appunto. L’antesignano del Registro dei Tumori è l’AIOP (Associazione Italiana di Ematologia e Oncologia Pediatrica) che dal 1990 ha istituito un registro su cui venivano censiti tutti i bambini malati per tutte le regioni d’Italia. Ha a disposizione un database enorme.

Che dati avete sulla malattia?

Nella fascia 0-14 in Campania siamo in linea con il dato nazionale. Tra le varie province non c’è una significativa differenza di numeri, estrapolati tra le diverse asl che sono poi 7 in tutto. Posso dirle che Benevento è la provincia con meno casi, ma semplicemente per una ragione demografica essendo meno popolata rispetto ad altre. I tumori oncologici in campo pediatrico sono definiti rari e incidono per il 2,5% circa dell’intera casistica tumorale nell’uomo. Da sempre i dati regionali sono in linea con quelli nazionali dal 1990, in cui l’AIOP ha iniziato il monitoraggio.   

Quanti sono i nuovi casi registrati ogni anno in Campania? E la Terra dei fuochi che ruolo svolge nell’incidenza della malattia?

Si parla di circa 260 casi nella fascia 0-19 anni, riferiti a tutte le tipologie di tumore. Mi sento di dire che esistono le ‘Terra dei fuochi’ poiché le analisi vanno fatte per micro aree. Attorno a quelle micro aree ci sono tanti fattori confondenti e tante variabili; basti pensare che esistono siti industriali, di discariche abusive, dentro ai quali si trovano tante sostanze diverse, che in maniera accertata e meno accertata possono determinare certe patologie. Quindi va selezionata l’area, capire su quell’area a quali tumori la popolazione è soggetta rispetto a quei particolari elementi inquinanti. Parlare di Terra dei fuochi è riduttivo, confonde, perché abbiamo a che fare con 90 comuni in Campania e il 60% della popolazione vive in quelle zone. Stiamo parlando di circa 6 milioni di abitanti.

Diagnosi e accesso alle cure quanto aiutano?

E’ difficile diagnosticare un tumore in età pediatrica, anche se la differenza la fa un’anticipazione diagnostica da parte del pediatra curante. In fase inziale il cancro nei bambini può essere subdolo, ad esempio un tumore osseo può essere confuso con un trauma da sport. Però l’anticipazione diagnostica in campo pediatrico ha poco significato rispetto all’adulto, perché l’adulto chiaramente ha bisogno di uno screening. Per quanto riguarda la qualità delle cure mi sento di segnalare due poli napoletani importanti: il Santobono che prende in carico circa il 60% dei malati e il Vanvitelli ex SUN, che ne prende in carico circa il 15%. La rimanente percentuale di malati si sposta verso il centro nord Italia. Tale mobilità si registra in particolare nella zona del salernitano, dove ci sono medici che si sono specializzati fuori regione e quindi bypassano i due hub principali. Ci sono poi casi definiti di ‘mobilità appropriata’, ovvero siamo noi a mandare i pazienti fuori regione, quando i nostri centri si trovano davanti casi particolari, per i quali ci sono centri di eccellenza fuori dalla Campania. Questo avviene soprattutto quando si parla di tumori solidi e nella fascia di età 15-19 anni.

Esiste un tumore particolarmente diffuso in età pediatrica?

Nella fascia 0-14 anni la leucemia, seguita da linfomi e tumori del sistema nervoso centrale.

Che probabilità c’è di guarire per questi casi?

Per la leucemia la guarigione si attesta al 90% e oltre dei pazienti trattati. I soggetti che hanno superato i fatidici 5 anni off therapy hanno comunque bisogno di una particolare assistenza. Devono essere monitorati specie quando diventano giovani adulti e mi riferisco alla fertilità, ma anche a problematiche tossiche, derivanti dai cicli di terapie, su cuore e altri organi senza tralasciare gli aspetti psicologici. Un buon sistema sanitario regionale deve fare particolarmente attenzione a questi soggetti, questo è il ‘plus’ che fa la differenza e che la Regione Campania sta cercando di organizzare, attraverso la fusione dei due hub in un unico polo: Santobono e università Vanvitelli. Nell’ultimo decreto regionale di sanità ospedaliera è stata decisa questa fusione, che non vuole essere solo una somma, ma una sinergia che porti a migliorare la qualità e a ridurre la mobilità. E’ fondamentale assicurare al cittadino una buona qualità di cura vicino a casa.

Ricorre oggi la giornata internazionale tumore in età pediatrica. Quanto è importante informare e sensibilizzare.

L’informazione è fondamentale ma allo stesso tempo molto complicata, perché un aggettivo o una virgola possono cambiare la percezione delle persone rispetto al problema. Deve essere veritiera e sapere trovare le parole giuste, ma soprattutto deve essere fatta da professionisti capaci di comunicare le giuste notizie alla popolazione, che deve capire e potersi confrontare.