Per professione, ha dovuto trasmettere ai suoi alunni l’importanza dell’attività fisica, dello sport. Tenere vivo il corpo, per vivere bene e prevenire. All’improvviso però si è presentato un ospite sgradito, come solo i cancri sanno essere. Potrebbe essere la storia di tanti, oggi però è la storia di Rita Cottone, 55enne insegnante di educazione fisica colpita da un tumore al seno. Ma c’è dell’inaspettato – per lei – e forse per chi contrarrà ancora questa malattia: Rita è la prima paziente oncologica italiana trattata a casa con la terapia biologica sottocutanea. Grazie ad un protocollo d’intesa tra l’ospedale Pascale e l’azienda di biotecnologia Roche Italia, è stato possibile per la professoressa di Marano ricevere nelle mura domestiche una cura somministrata finora solo in ospedale. Altre 80 donne saranno coinvolte nel programma “HerHome”, voluto dall’Istituto dei tumori di Napoli e al quale ha collaborato anche la regione Campania. L’equipe medica che si occupa di selezionare le pazienti è guidata da Michelino de Laurentiis, direttore del dipartimento di senologia oncologica del Pascale.

Venerdì scorso il primo trattamento in casa per Rita Cottone, che ha ricevuto nel suo soggiorno il medico cubano Enrico. Lo scopo del progetto è quello di far dimenticare ai pazienti il loro status di “ricoverati perenni” nelle strutture ospedaliere, che per quanto possano essere attrezzate e moderne – nelle migliori ipotesi – risultano comunque luoghi dove le angosce vengono amplificate e le patologie stesse declassano le persone a posti e numeri letto. A casa, dove ognuno si sente protetto grazie anche alla presenza costante dei familiari, si può intraprendere un percorso di cure più sereno e tranquillo. Senza dimenticare comunque l’entità della malattia. Le terapie alle quali sarà sottoposta la professoressa avranno una ciclicità di 21 giorni, fino al termine stabilito dall’equipe medica. Ogni paziente avvertirà la presenza rassicurante del medico di turno, che dopo ogni iniezione sarà tenuto a tornarci nel giro di due ore per controllare lo stato di salute ed eventuali effetti collaterali.

Si tratta di un programma volto a rendere più confortevole la terapia biologica antitumorale alle donne già costrette ad affrontare un momento difficile e senza stravolgere la vita di un’intera famiglia che, molto spesso, fa completo affidamento proprio su quella donna. Il programma è destinato alle pazienti con carcinoma mammario Her2 positivofa sapere il dott. Michelino de Laurentiis, che poi spiega “è l’oncologo a proporre alle pazienti il programma e se la donna è interessata ha modo di conoscere il medico che la seguirà al domicilio e poi decidere se aderire al programma. L’adesione è volontaria, gratuita e revocabile in qualsiasi momento. Il programma prevede che almeno le prime due somministrazioni di terapia sottocutanea con il principio attivo Trastuzumab avvengano in Day Hospital per poi effettuarle al proprio domicilio. Un medico opportunamente addestrato segue la paziente sia durante la somministrazione che nelle due ore successive”. Da sottolineare il fatto che il progetto prevede la gestione della paziente a 360°. I farmaci per la somministrazione vengono portati dal medico al domicilio, così come i rifiuti speciali sono smaltiti gratuitamente da una società specializzata. A gestire, dal punto di vista logistico ed operativo, il progetto è EGG Innovative Health Solutions.

La prevenzione mi ha salvato la vita. Ho sempre fatto controlli ed è proprio in seguito a una mammografia che ho scoperto di avere un tumore. Al Pascale ho trovato una grande assistenza, dalla chirurga che mi ha operato, la dottoressa Maria Teresa Milucci a tutto lo staff oncologico, dal dottor Giovanni Iodice a Michelino de Laurentiis che mi hanno offerto questa grande opportunità di continuare le cure a casa”. Queste le parole di Rita Cottone, le cui condizioni sono in miglioramento.