Nel 1990 ci fu la vittoria del secondo Scudetto del Napoli, il campionato che è alle porte terminerà nella primavera del 2020, a 30 anni da quella affermazione… Ci è andato vicino il Napoli nelle ultime stagioni dopo gli anni bui del dopo-Maradona e considerando tanti fattori, diversi aspetti tecnici e non, le possibilità che questa ipotesi possa avverarsi non è remota, anzi. E’ naturale che la nostra analisi, se pur fondata, si basa su un ottimismo di parte, ma i ragazzi di mister Ancelotti onestamente hanno tutti i requisiti per poter esautorare il potere bianconero incontrastato da 8 lunghissimi anni.

Già, proprio la Vecchia Signora come da copione parte favorita ai nastri di partenza; lo sarebbe anche con una squadra “normale”, figuriamoci se ha possibilità di spesa di gran lunga superiori alle rivali. Ci riferiamo ovviamente alla sua storia, il suo carattere, la mentalità del club, il potere che esercita in tutti i modi, la pressione che provoca a giudici di gara e agli avversari… Potremmo non fermarci mai, insomma, arrivare prima della Juventus, soprattutto se ti chiami Napoli, squadra che rappresenta un determinato spicchio d’Italia (giuriamo di non continuare e non fare polemiche) è un po’ come compiere un autentico miracolo. Ed allora ecco che dopo tanti anni ed una statistica che li vorrebbe ormai “sazi” e fuori dai giochi per la vittoria finale, entra in scena prepotentemente quella Inter finita in maniera troppo marginale negli ultimi anni e che non ha badato a spese nella attuale sessione di calciomercato. Juventus, Inter e Napoli dovrebbero essere loro, a meno di più che clamorose sorprese, a comporre il podio finale. Il Napoli può dire la sua…

La Juventus anche se gode dei favori da parte di tutti i media ed opinionisti, secondo noi ha sofferto nell’ultimo calciomercato: l’investimento-Cristiano Ronaldo era un rischio e come tale si è rivelato, il fuoriclasse portoghese ha portato notorietà, ha dato spessore e riconoscimenti di grandezza mondiali alla società piemontese ma non ha portato i risultati sperati e cioè quella Champions League (ossessione vera e propria) e in termini di marketing. Noi ci aggiungiamo anche un pizzico (eufemismo) di scontento che affligge magari calciatori del calibro di Dybala, Higuain, Mandzukic, campioni costretti ad essere giocoforza dei comprimari ed addirittura finiti con il diventare “pesi sul groppone” in termini tecnici e di bilancio. Ma vale la pena dilapidare tanto per un calciatore (fenomenale, ci mancherebbe) ma che ha già superato abbondantemente le 34 primavere? Noi, non ce ne vorranno, ci auguriamo che possano pagare alcune scelte, come quella di affidarsi ad un allenatore lontano anni luce dallo stile e dalle abitudini juventine. I nuovi acquisti, seppur annunciati come sempre capita da queste parti in pompa magna dai giornali-amici, non ci sembrano tali da considerare la formazione bianconera rinforzata (e qui ci assumiamo la responsabilità di quanto dichiarato, potete anche spararci); Rabiot, a costo zero ma con un ingaggio ed un bonus al calciatore da fenomeno mondiale, ci appare come uno schiaffo alla miseria, il francese non ci risulta essere di particolare caratura, non pare possedere i crismi del campione assoluto e per di più porta in dote un caratterino niente male. Beh, contenti loro… Poi c’è Ramsey, bel calciatore, non tale da spostare gli equilibri, e soprattutto da valutare, in un contesto lontano da quello dell’Arsenal; il pezzo da 90 è costituito da de Light considerato in prospettiva, uno dei migliori a livello mondiale. 20 anni ed un futuro assicurato. Si ambienterà bene e presto in casa di Chiellini e Bonucci? A Sarri il compito. Infine la cessione eccellente, quella passata con la complicità della stampa (a proposito di potere) nel silenzio più assordante, quella di Joao Cancelo, assolutamente un fattore: su alcuni quotidiani addirittura in prima pagina appariva Danilo (parziale contropartita che non è mai riuscita ad esplodere in nessun club) come “altro grande acquisto dei bianconeri”. Non osiamo immaginare una cessione così importante che impatto mediatico avrebbe avuto nei confronti di qualche altra compagine… Morale? Questa Juve alla lunga può pagare questo stato di cose, voler vendere a tutti i costi calciatori importanti e non riuscirvi non è da poco. E’ vero mancano alcuni giorni e possono sistemare tutto. Intanto…

L’Inter ha voluto rivoluzionare, e in termini di assetto societario e in quelli di natura strettamente tecnica; la società meneghina ha affidato le chiavi della vettura ad Antonio Conte, sicuramente un allenatore top che ha optato per scelte coraggiose quanto discutibili. Via con le epurazioni eccellenti, Nainggolan finito addirittura in prestito al Cagliari, Perisic al Bayern e con la grana-Icardi a pochi giorni dal via ancora lontana dal risolversi. Ha voluto a tutti i costi Lukaku (cifra record per l’Inter, davvero il belga in sovrappeso farà tutta questa differenza? Non era meglio ricucire con Icardi?) ed a centrocampo si è affidato a due giovani e bravi italiani ( Sensi per il quale stravediamo onestamente, e Barella, costato un occhio della testa) mentre in difesa appare solida al centro ma carente sulle fasce (Godin a noi non convince più di tanto avendo già speso tutto il meglio in carriera, ci sbilanciamo). Gli interpreti potrebbero reggere ad ottimi livelli in campionato ma Conte dovrà essere fenomenale ad avere un impatto immediato, Juventus e Napoli non aspettano…

Già, il Napoli… Gli azzurri partono con dei vantaggi non da poco: uno di questi è rappresentato dal fattore-Ancelotti, il tecnico emiliano ha provato e riprovato durante la scorsa stagione, ha conosciuto alla perfezione i suoi uomini, ha voluto che si cedessero gli esuberi (con annesse plusvalenze) ed ha chiesto ed ottenuto Manolas e Lozano, due colpi forse troppo poco pubblicizzati, ma vedrete… Manca ancora qualcosa, magari James, ma il complesso è forte, rodato e con un anno di convinzione in più. Magari un pizzico di collaborazione in più da parte della tifoseria, più calore, più passione, meno polemiche e meno calciatori sotto tiro. Troppi di questi finiti nel mirino dei presunti supporter a prescindere dalle prestazioni, stare vicino a chi indossa la maglia del cuore è anche questione di intelligenza!

Insomma, 30 anni dopo, potrebbe accadere qualcosa di grande, i napoletani hanno un sogno nel cuore…