I valori, ovvero le “ragioni del cuore” di Pascal, formano il capitale sociale, che permette che le relazioni tra gli uomini siano di tipo cooperativo. In questa ottica, l’altro è per me un fine e non uno scopo.

Traparentesi onlus” è una delle esperienze campane di auto-organizzazione civica e sociale, finalizzate a contrastare la dispersione scolastica, la lotta alla marginalità sociale e la discriminazione. Dal 2008, anno di fondazione, opera in rete in simbiosi con il Comune di Napoli, la Regione Campania e i vari Ministeri. Ha all’attivo quindici progetti, mille beneficiari raggiunti, cinquecentomila euro raccolti per interventi sociali.

Più basso è il capitale sociale, più intensi sono gli sforzi profusi dagli attivisti e dai professionisti dell’associazione per creare la comunità, come dimostrano i progetti nelle municipalità 2, 3, 4 e nel rione Stella. Lotta alla dispersione scolastica, contrasto alla povertà educativa, mediazione di comunità, formazione civico-linguistica, riappropriazione del territorio, sensibilizzazione e promozione sociale. Questi sono gli strumenti con cui Traparentesi crea o stimola il tessuto connettivo della comunità in cui si innesta tramite i progetti.

Fine massimo della onlus, secondo Luigi Salerno, presidente di Traparentesi, è quello di colmare, finché possibile, la carenza ancestrale dei diritti sociali e di cittadinanza, rovesciando il racconto dei problemi, che sono stati oggetto di una narrazione sbagliata, oscillante tra racconti folkloristici e racconti pietistici.

Così Salerno presenta se stesso e gli operatori della onlus:” Siamo cittadini attivi che hanno una coscienza civica. Siamo dalla parte dei diritti, più che degli ultimi. Diritti che sono calpestati”. Questa associazione di promozione sociale è una vera e propria esperienza collettiva nata dal basso e che ha saputo fare rete.

Fino alla recente collaborazione con ActionAid e con l’Università Federico II per la realizzazione del convegno “Rete di scuole e atenei per l’inclusione“, tenutosi a Napoli. In tutto ci sono stati undici anni di attività nei progetti socio-educativi, principalmente nel Rione Sanità. Dove, col progetto Sane Stelle, si lavora per una nuova didattica basata sulle competenza più che sulla conoscenza.

Di seguito l’intervista al presidente, Luigi Salerno.