La Transumanza, antica pratica dei pastori finalizzata alla migrazione del bestiame, è stata inserita nella lista dei Patrimoni Culturali dell’Umanità dell’Unesco. La decisione, avvenuta nella giornata di mercoledì 11 dicembre a Bogotá, in Colombia, dov’era riunito il Comitato intergovernativo, composto da ventiquattro Stati membri delle Nazioni Unite, segue la candidatura presentata nel 2017 dalla Regione Campania, che ha raggiunto così l’obiettivo di valorizzare l’Alta Irpinia e il comune di Lacedonia. Oltre che dall’Italia, la candidatura di questo bene immateriale è stata appoggiata anche da Austria e Grecia.

È l’ennesimo riconoscimento dello straordinario valore, dal punto di vista storico, artistico, culturale, ambientale di tutta la nostra regione, con la sua enorme varietà di luoghi e di tradizioni uniche al mondo.
Il nostro impegno, l’impegno del governo regionale è valorizzare questo grande patrimonio e far sì che diventi elemento di promozione e di crescita territoriale, ma soprattutto occasione per creare lavoro per i nostri giovani. È questa la nostra priorità, il principale obiettivo di ogni nostra iniziativa
“. Con queste parole, il governatore Vincenzo De Luca ha espresso la propria soddisfazione, sottolineando come l’ennesimo riconoscimento fa della Campania la regione italiana con il maggior numero di beni, materiali e non, riconosciuti come essenziali per la valorizzazione dell’umanità.

Altri beni campani da preservare, secondo l’Unesco, sono la Dieta Mediterranea, l’Arte dei Pizzaioli Napoletani, le Macchine a spalla di Nola, il Centro storico di Napoli, la Reggia di Caserta, il complesso monumentale di Santa Sofia a Benevento, Pompei ed Ercolano, la Costiera Amalfitana, il Parco Nazionale del Cilento. Merito del riconoscimento è anche del “Ministero delle politiche agricole ed ambientali” che ha avuto un ruolo di coordinamento tra le regioni coinvolte oltre alla Campania, ovvero Puglia, Basilicata, Campania, Molise, Lazio, Abruzzo, Lombardia e le province di Trento e Bolzano.