Il 24 maggio, alle 18:30, il Palazzo delle Arti di Capodrise, in provincia di Caserta, ospiterà Fausto Bertinotti e Raffaele Nogaro. Personalità simbolo di un’alternativa socialista al capitalismo totalitario, il primo; vescovo emerito di Caserta e figura epica dell’impegno al contrasto della camorra, il secondo.

Ispirati da “L’incredulità di San Tommaso” di Caravaggio, Nogaro e Bertinotti si interrogheranno sulle ragioni dell’incredulità dell’uomo, in un tempo in cui il dubbio è divenuto cultura; la fede, un cammino tortuoso; la diffidenza, il sistema che governa le relazioni fra persone e popoli. Tommaso era un apostolo, uno dei dodici; il predicatore ostinato che si spinse in terre lontane per diffondere il Vangelo. Eppure, fu l’unico a sfidare Cristo, dubitando della sua stessa fede. Il suo dito, che il genio di Michelangelo Merisi ha illuminato nel dipinto del 1601, è il dito dell’uomo. Di un uomo che ha bisogno di vedere, di toccare per credere, anche se ciò implica attraversare il corpo dell’altro, profanarlo. Cristo, però, accettò la sfida: afferrò il braccio di Tommaso e lo porta a sé, fin dentro. Il dubbio che assalì l’apostolo è lo stesso che investe l’uomo nell’accettazione dell’altro, incapace di percepire come suo quel costato ferito. Sarà un dialogo a più voci,moderato da Annamaria La Penna e stimolato dagli interventi del sindaco della città, Angelo Crescente, del direttore artistico di “Capodrise contemporanea”, Michelangelo Giovinale, e del giornalista e consulente editoriale del Palazzo, Claudio Lombardi. Un dialogo per comprendere il mondo, le incertezze dell’oggi, di cosa ne sarà del domani. Il loro, al PalArti, sarà un ritorno: un anno fa, si salutarono con una promessa: di nuovo a Capodrise per continuare a tessere le maglie di un dialogo complesso, di un confronto fra visioni distinte. Ma, forse, non così distanti.