Il 13 febbraio ha aperto al Diana “Il Gabbiano” di Cechov, che ha visto un interessante incontro fra i due incredibili artisti italiani, Massimo Ranieri e Giancarlo Sepe Per la prima volta insieme, hanno messo in scena, un originale adattamento di uno dei testi teatrali tra i più noti e rappresentati di sempre. Una grande produzione, con attori di ottimo livello, che per il suo ritmo veloce ed armonico è riuscita a catturare l’attenzione è le emozioni degli spettatori.

La storia di Treplev, scrittore incompreso, del suo amore per Nina, del suo rapporto di odio/amore con la madre Irina, un’anziana e famosa attrice, e poi tutti gli altri splendidi personaggi con le loro intense storie scritte magistralmente dal giovane Čechov, rivivono in questo coinvolgente  ed originale spettacolo. 

Il gabbiano è sicuramente il più familiare dei drammi di Cechov, eppure questa interpretazione è rivelatrice, è una visione ossessionante e profondamente interessante e d’attualità del giovane, danneggiato dalle persone anziane che lo circondano, e assorbito  dalla sua crisi artistica, e dalle limitazioni dell’auto conoscenza. “Il gabbiano” è un melodramma ma anche una visione toccante delle devastazioni del tempo e uno studio  ironico della perversità dell’amore. Questa è una vera opera collettiva dove tutti sono protagonisti.

 La scorrevole  produzione di Sepe è vivace, movimentata e piena di vitalità, ma ci sono anche dei momenti in cui l’azione rallenta, pregni di sofferente quiete in cui i piccoli manierismi dei personaggi diventano emblematici del loro dolore.

Caterina Vertova è magnifica come la teatrale Irina Arcadina, una diva ossessionata da se stessa la cui intera vita è una performance vivace, affascinante e melodrammatica. Federica Stefanelli è luminosa e  innocente  nella parte di  Nina, idealista, e innamorata dell’amante, il romanziere Trigorin (un eccellente  Pino Tufillaro).

Ma è Francesco Jacopo Provenzano che colpisce  più profondamente nella parte di Kostja, bisognoso e artistico. Il suo inebriante mix di sensibilità e ossessività incarna lo spirito di quella che per Cechov è la tragedia dell’esistenza.

Massimo Ranieri, nella parte del figlio,  sembra  l’unico membro di un coro invisibile che, come in una tragedia greca, funge da testimone/coscienza del dramma che si sta svolgendo davanti agli occhi del pubblico. Il ritmo veloce dei momenti recitati si interrompe per dare spazio a momenti musicali con  meravigliose canzoni francesi interpretate da Massimo Ranieri. “[…] Musica e Cechov un connubio che sa di favola e di miracolo.” Spiega Sepe in una nota.  Un mix incantevole che riesce a toccare e coinvolgere il pubblico.

TEATRO DIANA

Via Luca Giordano, 64 – tel. 081 5567527 – 081 5784978

http://www.teatrodiana.it/ 

dal 13 al 24 febbraio

Massimo Ranieri ne Il Gabbiano

di A. Cechov