Terza intervista della rubrica che, con linguaggio semplice e diretto, vuole fornire piccoli ma utili consigli a coloro che si avvicinano al mondo delle startup.

Approfittiamo dell’esperienza di Tolemaica, startup fieramente napoletana che in poco tempo ha scalato e di cui, notizia di inizio giugno 2019, la multinazionale giapponese NTT Data, leader nel settore del system integration, ha rilevato il 10 per cento, ed è la prima volta che questa società entra nel capitale di una startup.

Tolemaica offre un servizio brevettato di certificazione legale e di geolocalizzazione di fotografie e contenuti vocali in modo automatico e istantaneo, utile per raccogliere elementi probatori con valore legale di cui servirsi in caso di liti giudiziarie. Può essere utilizzato da privati e da enti, attraverso i più comuni dispositivi come smartphone, scanner, palmari, droni, ed è compatibile con qualsiasi App già esistente attraverso le funzionalità API (Ndr: acronimo inglese dell’italiano Interfaccia di programmazione di un’applicazione).

La prima declinazione della domanda brevettuale che Tolemaica detiene, la più semplice, è OwnClick (http://ownclick.net/): un privato si registra, scarica un’applicazione gratuita e, a consumo, paga per ogni singola certificazione, che riceve via mail unitamente alla copia conforme della foto e con tutti i dati significativi di quell’immagine.

Ad aziende, enti e istituzioni pubbliche viene veicolata la stessa tipologia di servizio ma in forme diverse. Tolemaica ha stabilito partnership con big del calibro di Sky, Tim, Bit4ID, che così possono offrire servizi aggiuntivi ai propri clienti business.

Un uomo dall’intelligenza pura ha dato il via a Tolemaica

Chi mi racconta come sia nata l’idea di questa startup è il suo fondatore e CEO (Chief Executive Officer), Domenico De Luca (nella foto: seduto).

«L’idea iniziale su cui abbiamo lavorato è derivata da un’esigenza di controllo di cantieri a distanza. Mio padre, uomo che non sa nemmeno accendere il computer, ma che, da intelligenza pura, ammira anche le cose che non conosce, chiese se fosse possibile certificare le fotografie attraverso internet. Per lui, da generazioni nel mondo dell’edilizia, la necessità era appunto quella di controllare a distanza lo stato di avanzamento dei lavori dell’impresa».

“Eravamo 4 compagni al liceo…”

«Alla fondazione il team era composto da me, Domenico De Luca, da Angela Aloschi, a cui spettano gli affari legali, Ludovico Ciaccia (nella foto: a sx della Aloschi), che cura gli aspetti economici, e Antonio Della Notte (nella foto: a dx della Aloschi), a cui sono affidati Marketing e Pubbliche Relazioni, ovvero 3 miei compagni di liceo a cui avevo esposto l’idea e che, entusiasti e ciascuno per la propria competenza, hanno condiviso l’iniziativa. Poi la squadra si è arricchita di altre figure tra cui, in primis, quella di Gianluca Pirpan che è uno sviluppatore/programmatore, che oggi rappresenta il CTO, ovvero il Chief Technology Officer della nostra realtà aziendale.

«Siete nati nel 2015 e…?»

«Abbiamo avuto un percorso molto lineare: per i primi due anni e poco più, ci siamo dedicati esclusivamente allo sviluppo del servizio, ovvero dei software, e alla tutela intellettuale del progetto, attraverso Copyright Nazionale, con la SIAE, e Internazionale, col Copyright Office di Washington, e con brevetto nazionale e internazionale.

Ci tengo a sottolineare che in fase di istruttoria da parte del WIPO (World Intellectual Property Organization), abbiamo ottenuto parere positivo per ogni fase del processo. Gli addetti ai lavori ne comprendono il valore: è il massimo punteggio che si può ottenere per un processo brevettuale, ovvero copriamo tutte le traiettorie possibili partendo dalla raccolta del dato fino alla certificazione con valore legale di data e luogo di dati raccolti da smartphone e altri device. Questo risultato ha imposto l’esigenza di dare una denominazione specifica alla nuova tecnologia riconosciuta a livello internazionale ma in salsa tutta napoletana:“Instant Automatic Certification”, ormai meglio distinta dall’acronimo IAC.  E questa è la ragione per cui tante realtà anche internazionali hanno diretto la loro attenzione su di noi, fino al gemellaggio con la NTT Data.»

«È evidente che la parte più significativa dei primi passi siano stati gli adempimenti relativi al brevetto, giusto?»

«Senza dubbio la problematica iniziale è stata legata proprio alla compilazione della domanda brevettuale, che doveva essere molto articolata, nonché al vero e proprio sviluppo dei primi software, in quanto per rendere molto semplice, istantaneo e automatico il servizio, il lavoro di sviluppo alla base, quello nascosto, è stato enorme.»

«E oggi, invece, quali sono le difficoltà?»

«Sono quelle legate all’organizzazione della rete commerciale, per veicolare nel modo migliore l’offerta dei vari sevizi, dirigendola a tutti i grandi clienti della NTT Data. Ma non me la sentirei affatto, di definirla una difficoltà…!»

“Una realtà minuscola in accelerazione”

«A che punto è ora l’Azienda?»

«Abbiamo sviluppato una serie di servizi ulteriori di certificazione legale soprattutto in ambito assicurativo ed edile, oltre ad aver creato un progetto per la SIAE, il Data Sound: un’attestazione con valore legale di tutti i dati raccolti attraverso registrazioni sonore. Ciò è reso possibile grazie all’Associazione in Partecipazione, in essere da dicembre, con NTT Data Italia che, affascinata dal progetto, ci ha messo a disposizione il suo centro di sviluppo di Napoli, che consta di circa 100 sviluppatori, proprio per permetterci un’accelerazione… un orgoglio enorme per noi, realtà minuscola! Inoltre stiamo sviluppando un progetto col Ministero dei Lavori Pubblici giapponese, con Ferrovie dello Stato, prossimamente con Terna.»

“Entusiasmo e perfezionamento”

«Quale consiglio si sente di dare a chi accarezza l’idea di creare una startup?»

«Di affrontare tutto con molto entusiasmo e di cercare di perfezionarsi sempre, senza reputare nulla come un traguardo raggiunto: le richieste del mercato, che spesso non riescono a essere soddisfatte per propria inadeguatezza, nei fatti devono rappresentare una molla per arricchire la gamma dei servizi da proporre

“Non abbiamo anticipato i tempi”

Per Tolemaica una serie di riconoscimenti, tra cui il premio ottenuto in occasione dell’evento annuale organizzato da NTT Data Italia, “Let’s change the World” (Milano – 2018) e il “Premio Innovazione SMAU 2018”. È stata inoltre selezionata dall’ICE per rappresentare l’Italia all’ultimo CES di Las Vegas 2019 e al prossimo del 2020, al Launch Scale di San Francisco, agli SMAU di Londra e di Berlino.

«Ci confida il segreto del successo di Tolemaica?»

«Secondo me, sta nell’aver compiuto tutti i passi giusti al momento giusto. Senza anticipare troppo i tempi, ci si è dedicati prima ai software e alla copertura intellettuale, che ha rappresentato il plus di valorizzazione per cui ora una realtà piccola come la nostra, ma con un peso specifico tanto alto rispetto a loro, viene supportata dal colosso nipponico. Diversamente, si sarebbe assistito alla clonazione sotto altra forma di un servizio già esistente.»

E allora auguro a Tolemaica fulgide azioni, come quelle che compiva l’ispiratore di questo nome, ovvero Tolomeo, una delle guardie del corpo di Alessandro Magno!

A presto con la prossima intervista di Tips for Startuppers

Luciana Pennino