The Pride, al Teatro Bellini, per la regia di Luca Zingaretti, è una vera e propria opera d’arte che alterna e contrappone scene del 1958 con il loro repressivo moralismo, a scene ambientate ai tempi nostri con una morale più libera, ma ancora imperfetta. Il testo, scritto nel 2008 dal drammaturgo greco/americano Alexi Kaye Campbell, descrive due storie entrambe ambientate a Londra: in passato (1958) ci troviamo di fronte ad un complesso triangolo emotivo: Philip (Luca Zingaretti) è un agente immobiliare sposato con Sylvia (Valeria Millillo), ma colpevolmente attratto da Oliver (Maurizio Lombardi), lo scrittore che collabora con sua moglie. Nel presente (2015), i nomi sono gli stessi, ma i personaggi sono diversi: il moderno Oliver è un giornalista freelance che sta distruggendo il suo rapporto con Philip a causa  della sua dipendenza dal sesso anonimo, e che costantemente si rivolge alla sua amica Sylvia per supporto.

Il successo della storia sta proprio nel riuscire a ricreare quel senso di non sentirsi amato, di solitudine e di non appartenenza che gli omosessuali devono aver provato più di mezzo secolo fa, negli anni 50, e di contrapporlo alla situazione di oggi che inquadra problematiche differenti.  E’ interessante notare come gli incontri pieni di cortesia ed educazione del 1958, sono in realtà soffusi di tensione sessuale; e come nessuna delle scene attuali corrisponda all’orrore del momento in cui Philip, devastato dal senso di colpa, cerca, attraverso la “Terapia dell’Avversione“,  di “curare” la sua attrazione fisica per gli altri uomini, la sua omosessualità.

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Sylvia sembra una figura più fondamentale nelle scene ambietate ai nostri giorni, grazie alle abilità di Milillo di forgiare un legame tra la moglie ferita degli anni 1950 e l’amica fedele del presente. Anche Zingaretti accenna ad un collegamento subliminale tra il Philip passato e quello presente. I due Philip hanno, infatti, in comune una maschera di correttezza e rettitudine formale.

Se tutto questo può sembrare un po’ troppo serio, Alex Cendron offre interludi comici come ‘ragazzo in affitto per fantasie sessuali’, e come  giovane editore capo di una rivista per uomini, pieno di entusiasmo. Questi due personaggi sono un un simbolo di come i costumi sessuali siano cambiati nel Regno Unito negli ultimi 60 anni.

Se si vuole racchiuderla in poche parole è una storia che con sottile intelligenza: “propone temi come il destino, l’amore, la fedeltà ed il perdono. E pone la grande questione della nostra identità.” Come è stata definita dalla presentazione teatrale stessa.

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The Pride è al Teatro Bellini dal 16 al 28 febbraio

Regia: Luca Zingaretti

Con

Luca Zingaretti, Maurizio Lombardi, Valeria Milillo, Alex Cendron

Scene: Andreè Benaim

Costumi: Chiara Ferrantini

Luci: Pasquale Mari

Musiche: Arturo Annecchino

Simona Caruso