Erano le 19,35 del 23 novembre del 1980, quando la terra in Campania iniziò a far tremare e devastare l’Irpinia. La scossa, di magnitudo 6.9, provocò in 90 secondi 2.914 morti e 8.848 feriti, oltre a circa 280 mila sfollati.

L’allora presidente della Repubblica, Sandro Pertini, due giorni dopo la scossa, il 25 novembre, si recò in elicottero sui luoghi della tragedia. Di ritorno da quei luoghi martoriati, in un discorso in tv rivolto agli italiani, Pertini denunciò con forza il ritardo e le inadempienze dei soccorsi, che sarebbero arrivati in tutte le zone colpite solo dopo cinque giorni. Le dure parole del presidente della Repubblica causarono l’immediata rimozione del prefetto di Avellino e le dimissioni, respinte, del ministro dell’Interno Virginio Rognoni.

Un anniversario che oggi, come un flashback, ha fatto rivivere alla popolazione quel boato che molti ancora hanno negli occhi e nella testa…