Sono stati presentati i risultati dell’indagine della Procura del Tribunale di Napoli Nord, guidata da Francesco Greco.

Dalle analisi è emerso un maggior rischio per alcune patologie nei comuni maggiormente impattati da siti di rifiuti.

La mortalità e l’incidenza del tumore seno è “significativamente maggiore tra le donne dei comuni inclusi nella terza e quarta fascia” come per “l’ospedalizzazione per asma” – di suo già alta rispetto al resto del territorio in tutti e 38 i comuni – ma che cresce di molto nella terza e quarta fascia. Anche le malformazioni congenite, già numerose, sono più frequenti nei comuni del livello “4”, rispetto al primo. C’è poi il dato relativo all’incidenza delle leucemie e dei ricoverati per asma nella popolazione da 0 a 19 anni, che aumenta “significativamente passando dai Comuni della classe 1 a quelli della classe successiva, con il rischio maggiore nei comuni di classe quattro“.

I risultati del rapporto indicano, tra l’altro, che la mortalità e l’incidenza per tumore della mammella è significativamente maggiore tra le donne dei Comuni inclusi nella terza e quarta classe dell’indicatore di esposizione ai rifiuti (livello di rischio da rifiuti maggiore) rispetto ai comuni della prima classe, meno impattati dai rifiuti.

La mappa conta 2767 siti di smaltimento illegale dei rifiuti in quei 38 Comuni che insistono su 426 km quadrati e su cui è competente la Procura di Napoli Nord. Più di un cittadino su tre, nel dettaglio il 37% dei 354 mila residenti nei 38 centri, vive ad almeno cento metri di distanza da uno di questi siti, sorgenti di emissione e di rilascio di composti chimici pericolosi per la salute.

I comuni coinvolti – Solo Giugliano in Campania e Caivano sono di livello “4”; altri cinque, sempre del Napoletano (Cardito, Casoria, Melito di Napoli, Mugnano e Villaricca), sono di livello “3”; undici di livello “2”: sette del Casertano (Aversa, Casal di Principe, Sant’Arpino, Casaluce, Gricignano d’Aversa, Lusciano e Orta di Atella) e quattro nel Napoletano (Afragola, Casandrino, Crispano e Qualiano). I restanti 20 comuni sono di livello “1” (Carinaro, Cesa, Frignano, Cesa, Parete, San Cipriano d’Aversa, San Marcellino, Succivo, Teverola, Trentola Ducenta, Villa di Briano, Casapesenna, Villa Literno per il Casertano e Arzano, Calvizzano, Casavatore, Frattamaggiore, Frattaminore, Grumo Nevano, Marano e Sant’Antimo nel napoletano).

Due anni fa presentammo alla Camera di Deputati lo studio Veritas, un lavoro scientifico indipendente cui parteciparono ricercatori Campani e ricercatori di Istituti internazionali. Quello studio fu finanziato dai cittadini dei Comuni che ricadevano nella Terra dei Fuochi. Il lavoro scientifico evidenziò picchi di alcuni metalli pesanti nel sangue delle persone che abitavano in tale area. Dopo due anni ISS e Procura di Napoli Nord confermano quanto evidenziammo. Mi preme ricordare che, su tale vicenda, il direttore dell’Istituto Zooprofilattico Antonio Limone – oggi sotto inchiesta – e il presidente De Luca criticarono aspramente il lavoro scientifico di ricercatori campani ed internazionali, mentre ad oggi attendiamo di leggere i risultati dello studio SPES che ha visto 4000 pazienti sottoporsi a prelievi di sangue per l’accertamento della presenza di metalli pesanti. Mi preme, inoltre, ricordare tale studio fu finanziato con Delibera di Giunta Regionale n° 180 del 24 aprile 2019“. Così commenta il Prof. Antonio Giordano dello Sbarro Institute for Cancer Research and Molecular Medicine di Philadelphia.

Circa due anni fa presentammo il dossier Veritas che poneva un attenzione molto alta alle neoplasie che si formavano negli ultimi anni nei cittadini che vivevano nella Terra del Fuochi. Oggi la Procura ci dà purtroppo una ulteriore triste conferma“. Così esordisce il deputato del Movimento 5 Stelle Salvatore Micillo e prosegue: “Si tratta di dati che molti, in questi anni, hanno voluto nascondere sotto il tappeto come si fa con la polvere. Noi stiamo lottando contro tutto ciò. Abbiamo fatto votare, con la Senatrice Castellone, una legge sul registro tumori che mancava. Adesso il registro tumori è in costruzione. Stiamo agendo sulle bonifiche che troppo spesso, nonostante la presenza di fondi, subiscono dei rallentamenti, ma vanno comunque avanti: ne sono la dimostrazione i 160 siti bonificati. La legge 68/2015 ormai da 5 anni dà i suoi frutti, assicurando le giuste punizioni a coloro che in maniera criminale inquinano la nostra terra“.

“Adesso chiedete scusa. Bisogna affrontare l’emergenza ambientale che è anche emergenza sanitaria”, afferma in una nota il senatore Sandro Ruotolo del Gruppo Misto, che aggiunge: Voi che ci avete definiti allarmisti, voi che sapevate e avete taciuto. Voi medici negazionisti. Maledetti tutti quelli che si sono girati dall’altra parte. Maledetti politici corrotti, camorristi, imprenditori camorristi, colletti bianchi camorristi. Noi che l’abbiamo raccontata la Terra dei fuochi lo abbiamo sempre saputo. I rifiuti smaltiti illegalmente, interrati o bruciati in superficie, uccidevano donne e bambini, uomini e vecchi. Bastava sentire il puzzo delle discariche, vedere la terra violentata. Bisogna affrontare l’emergenza ambientale che è anche emergenza sanitaria. E lo diciamo ora che siamo in piena pandemia da COVID-19: Fate presto!