Il Consiglio Comunale si è riunito stamattina nella Sala dei Baroni del Maschio Angioino, presieduto da Alessandro Fucito, alla presenza di 22 Consiglieri. Aspre sono state, durante la seduta, le critiche all’amministrazione, culminate nell’annuncio, da parte di Stanislao Lanzotti (Forza Italia), di una raccolta firme per le dimissioni: se si raggiungeranno le 21 firme il consiglio comunale verrà sciolto, decretando la fine anticipata dell’amministrazione De Magistris.

Ad aprire gli interventi per questioni urgenti è stata Marta Matano (Movimento 5 Stelle) che ha accusato l’amministrazione di inconsistenza e disattenzione: il sindaco si esprime su temi nazionali ed internazionali, trascurando la città e profondendo le proprie energie nella campagna elettorale, di cui lo “scontro muscolare” con De Luca è l’esempio lampante. Alcuni esempi di inadempienze sotto gli occhi di tutti sono il degrado delle aree verdi, lasciate incolte nonostante il DPCM permettesse l’intervento di giardinieri con le dovute protezioni individuali; l’attesa interminabile per i mezzi pubblici, prolungata dalle norme sanitarie; il mancato intervento sulle strade cittadine: tutti esempi, per la Matano, di un fallimento che il “teatrino” dell’amministrazione non può più nascondere. Roberta Giova (La Città) ha lamentato l’inefficienza delle politiche sociali, chiedendo se siano previsti piani che garantiscano un’estate in sicurezza alle categorie più fragili, se si sia pensato di creare degli spazi di ritrovo per i più piccoli, dei quali poco ci si è preoccupati durante il lockdown.
Matteo Brambilla (Movimento 5 Stelle) invece, ha espresso la sua perplessità a proposito della Delibera 125, quella che consente al Comune di Napoli di finanziare un progetto di ricerca per i test sierologici alla Federico II. Brambilla si è chiesto come mai il Comune si sia sostituito all’intervento regionale e nazionale su questo fronte, devolvendo 80 mila euro in un progetto che non è ancora partito. Sono seguiti, poi, gli interventi di Carmine Sgambati (Italia Viva) e quello di Salvatore Guangi (Forza Italia) che hanno sollecitato l’amministrazione, rispettivamente, ad intervenire con la società Gesac, di cui il Comune è azionista, per tutelare i lavoratori del settore aeroportuale e ad occuparsi della messa in sicurezza degli alloggi popolari in Via Lepre a Marianella.
Sul tema caldo della movida, invece, è intervenuto Gaetano Troncone (Misto), secondo il quale il problema non sarebbe limitato a questo periodo emergenziale: nelle sue ore calde, la movida costituirebbe sempre un problema per la vivibilità cittadina. Secondo il consigliere, inoltre, sarebbe stato più opportuno intervenire su altri temi, evitando un’inutile guerra di ordinanze che rischia di indurre i cittadini a sottovalutare la pericolosità del virus ancora in circolo.
Una sollecitazione alla commemorazione pubblica dei morti di covid è arrivata infine da Gaetano Simeone (Misto) che ha suggerito di procedere come si è già fatto in altre città: dedicando ai morti piante e alberi dei parchi cittadini.

È a questo punto che è intervenuto Stanislao Lanzotti (Forza Italia), presentando la decisione del centro destra di presentare una richiesta di dimissioni, che lascerà aperta per 15 giorni la possibilità di sottoscrizione da parte degli altri membri dell’opposizione. Lo scopo è quello, dichiarato, di “voltare pagina”, velocizzando l’arrivo delle elezioni per mettere fine in anticipo al “teatrino” di De Magistris. A questa iniziativa hanno aderito anche Marco Nonno e Andrea Santoro (Fratelli d’Italia), Domenico Palmieri (Napoli Popolare) e Aniello Esposito (Partito Democratico). Le pesanti critiche, invece, si sono attestate tutte sulla medesima linea: un atto come quello di Lanzotti sembra essere guidato da opportunismo, più che dal sedicente “ragionamento politico“, perché non coinvolge l’opposizione in una seria mozione di sfiducia, ma si presenta come un “agguato politico”, come lo ha definito Carmine Sgambati, in linea con Brambilla.

Il sindaco, dal canto suo, ha concluso col suo intervento dichiarandosi molto più interessato a fornire alla città un “documento unitario” che attesti l’impegno del consiglio comunale nella risoluzione della crisi sanitaria ed economica in corso: rispetto a questa esigenza, ha detto il sindaco, ogni altra vicenda passa in secondo piano.