Il mito vuole che nascessero per servire da pascolo alla Ninfa Io, trasformata da Giove in giovenca, e così equazione cristologica per la linea trittica degli orli dei petali ripiegati, traghettò alla tradizione Cristiana, immancabile nell’Hortus Conclusus, quale Herba Sanctae Trinitatis

<esperimento di land art: tavolo-giardino con viole del pensiero e edera variegata adatto anche a collezione di insalate> (by Edwige Mormile)

La generosa stirpe delle viole del pensiero discende dalla viola cornuta, esplodono a metà ottobre nei climi freddi ed impavide, coraggiose, robuste, fanno uno sberleffo ai rigori dell’inverno e ci accompagnano coloratissime fino a giugno.

Fioriture garantite ad oltranza, importante solo tenerle pulite da foglie e fiori appassiti, sono veramente a bassa manutenzione tanto da considerarle e si comportano da perennanti, sono altresì facili da ibridare, così, ogni anno, abbiamo fantasie di colori e screziature fino ad un viola talmente scura da considerarsi nera: bellissime e sofisticate!

Sono delle piccole meraviglie che rallegrano i nostri vasi, le nostre bordure ed aiuole, a febbraio, il mese eterno, quando la primavera così lontana  e così vicina si farà attendere ancora un po’…

Tra le più interessanti vi segnalo la serieDelta Endurio, precoce, lunga fioritura, e bellissima per il suo aspetto semiricadente.

             la vostra psico-terra-peuta

🙂

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