Poesia, immaginari collettivi, psicoanalisi, letteratura per ragazzi, musica e cinema d’autore. Ancora una settimana densa di appuntamenti per la terza edizione di “Tempi moderni – i racconti del contemporaneo”, il progetto che accoglie arte, talk e proiezioni fino al 27 gennaio nelle sale di Palazzo Fruscione a Salerno.

Settimana pink a Palazzo Fruscione con le lady dei social Stella Pulpo ed Erika D’Amico

Pink week a Palazzo Fruscione dove, in occasione della terza edizione di Tempi Moderni – I Racconti del contemporaneo, approderanno due giovani donne che hanno fatto dei social la loro lente di ingrandimento privilegiata per riannodare insieme eros, letteratura, economia aziendale e strategie digitali. Si parte martedì 15 gennaio 2019 alle 20, con la scrittrice e blogger Stella Pulpo. In dialogo con l’editor Serena Talento, Stella presenterà “Fai uno squillo quando arrivi”, edito per i tipi della Rizzoli. Nina ha trent’anni, i capelli ricci e un amore autoimmune nell’anima, “al quale si sopravvive, ma dal quale non si guarisce”. Come tante giovani single, per affrontare la giungla sentimentale di Milano colleziona appuntamenti più o meno riusciti con uomini conosciuti su Tinder, ma il ricordo del suo ex le brucia ancora dentro. Non importano i chilometri che li separano né le volte che si sono detti addio: la loro storia sembra impossibile da cancellare. Finché è lui a dimenticare tutto – o quasi – dopo un’overdose di LUV, potentissimo allucinogeno che dà l’illusione di viaggiare nel tempo. Ora l’ex di Nina è convinto di vivere alla fine degli anni Novanta: non sa cosa siano Facebook e WhatsApp, comunica con sms e squilli e, soprattutto, crede di stare ancora con lei. Quando Nina torna in Puglia per l’estate, ad attenderla a casa trova rose rosse, lettere e compilation. Ed è costretta a chiedersi: quante volte si può amare la stessa persona sbagliata? Quanti tentativi sono ammessi prima di dichiarare una storia finita? Quand’è che l’ultima possibilità è davvero l’ultima? Un romanzo “revival” insolito e brillante che racconta i sentimenti prima delle dating app, quando la tecnologia era imperfetta e l’amore sembrava molto più facile.

Mercoledì 16 gennaio, alle ore 20, invece, sarà la volta del regista e drammaturgo Pasquale De Cristofaro, che in compagnia di Vincenzo Del Gaudio, terrà una panoramica sul mondo del dietro le quinte, partendo dalla collana “Corpo Novecento”.

Giovedì 17, sempre alle 20, sarà invece la volta di Erika D’Amico, che con Emanuela Ciuffoli e Marco Pulzelli, ha firmato “Milf: cosa puoi imparare da Pornhub per la tua azienda – modelli di business, strategie digitali e uso dei dati”. Il business del porno si è contraddistinto negli ultimi anni per una accelerazione decisa e decisiva nell’utilizzo di dati e strumenti per l’incremento delle performance del brand. A fronte di una proliferazione smisurata di contenuti amatoriali, Pornhub e alcuni altri grandi player del settore si sono configurati come aziende data-driven, capaci di lavorare sulla user experience, la profilazione, la personalizzazione della proposta. Le conigliette? Sorpassate. I più sexy ora sono i data scientist. Sono loro a tuffarsi nell’immensa piscina di dati che Pornhub ottiene dalle sue decine di milioni di viste al giorno. Le parole chiave dell’industria dell’hard sono ormai altre: profilazione, interaction design, big data, user-experience. Su questo livello si gioca la partita del futuro: sulla capacità di trasformare un’orgia di dati in un rapporto a due sempre più personalizzato con l’utente e i media. Se ormai sono gli algoritmi i veri porn-performer, come può rispondere la PMI? Conduce Francesca Salemme.

Venerdì 18, primo appuntamento con “Vi racconto la mia musica”, la mini rassegna curata da Carlo Pecoraro, Mario Maysse e Andrea Volpe che dialogheranno con Emiddio Trotta, Adele Solimene e il sindaco Vincenzo Napoli. I protagonisti saranno chiamati a raccontarsi attraverso cinque tracce musicali attraverso le quali riannoderanno i frammenti più emozionanti della loro vita. La settimana si chiude domenica 20 gennaio con “Hair”, la pellicola del 1979 diretta da Milos Forman. Conducono Marcello Napoli e Max Maffia.

Con l’associazione Saremo Alberi. Libroteca, anche i più piccoli possono partecipare a un affascinante viaggio nell’arte contemporanea, attraverso visite guidate e laboratori creativi in uno spazio loro dedicato. Infine, all’interno della sala scavi del palazzo è allestita una Gift Gallery, con un’accurata esposizione di giovani talenti, e nella corte un’ accogliente area Pop Up Bar , entrambi a cura di Arte & Industria-Marchesa.

LA MOSTRA. Fino al 27 gennaio 2019 nelle stanze di Palazzo Fruscione a Salerno sarà raccolto un corpus delle opere provenienti dalla Galleria Mucciaccia di Roma e dallo studio dello stesso artista. In parte sarà una retrospettiva ed in parte rappresenterà quel nuovo punto di partenza che ritrae il mondo con i toni del flou. La mostra è organizzata dall’associazione “Tempi Moderni”, presieduta da Marco Russo, nell’ambito della terza edizione di “Racconti del Contemporaneo”, un progetto che nasce dall’idea di trasformare lo storico palazzo della città di Salerno in un luogo d’incontro dedicato alle innovazioni artistiche e culturali. Per sette settimane si alterneranno talk, seminari, workshop d’artista, proiezioni audiovisive e incontri musicali. Sarà organizzato anche uno spazio per i più piccoli con laboratori a tema, durante i quali il concetto di “contemporaneo” avrà un’originale rilettura tra parola scritta e segno artistico. In occasione del ventennale dalla scomparsa di Fabrizio De Andrè, l’11 gennaio 2019 ci sarà il concerto di Michele Ascolese, storico chitarrista del grande poeta e cantautore, e Carlo Ghirardato, uno dei suoi interpreti più fedeli e raffinati. Sono più di 30 le opere tra sculture ed installazioni, realizzate in chewing-gum su fiberglass e legno, in esposizione a Salerno. Non mancherà di ammirare l’opera dal titolo “La sindrome di Pilato” che esprime con “tenerezza” la durezza della società, concetto che ritroviamo anche in “Zar”, scultura di 89x89x125. E poi ancora “Ombra e luce cadono insieme” (120x120x100), “Corona” (140x135x55), “D.N.A.” (60x60x120), “Takfir” (200×120) e “The last supper” (160x150x55) giusto per citare alcuni lavori. “Il mio lavoro è stato tutto un esperimento – racconta Savini – A chi mi chiede perché utilizzo il chewing gum rispondo che mi consente di ottenere ciò che voglio. Funziona e reagisce benne alla manipolazione e mi consente di realizzare ciò che la mia creatività richiede”