Un forte aumento delle richieste d’aiuto è stato finora registrato da Telefono Amico, l’organizzazione di volontariato che da oltre cinquant’anni offre ascolto a chi vive momenti di disagio. Nell’anno della Sars-CoV-2, crescono le tensioni emotive e il conseguente bisogno di ritrovare un benessere emotivo, che ha una prima risposta nell’empatia altrui e nella relazione.

Di fatto, durante la prima metà del 2020 chi ha cercato qualcuno che avesse voglia di ascoltare e aiutare, credendo nella forza costruttiva del confronto e della parola, ha chiamato al numero 081.400977, ha inviato un messaggio WhatsApp al 345 0361628 oppure ha compilato il form anonimo sul sito dell’associazione. Secondo i dati elaborati a livello nazionale, da gennaio sono state 23 mila le chiamate, fatte da uomini nel 64% dei casi. Sono giunti messaggi da 2 mila persone, il 60% delle quali sono giovani donne. Mentre il 12% dei messaggi di testo è arrivato da parte di minori di ambo i sessi. Anche nel caso delle telefonate, si registra un’utenza adulta ma tendenzialmente giovane: secondo i dati nazionali, gli uomini che hanno alzato la cornetta per comporre lo 02 2327 2327 o i numeri locali hanno dai 46 ai 55 anni e dai 36 ai 45. La prima fascia d’età rappresenta il 28% delle chiamate fatte dagli uomini, la seconda il 22%, una percentuale superata di un solo punto dalla fascia che va dai 56 ai 65 anni d’età. L’elemento che accomuna le richieste d’aiuto è la solitudine declinata in tutte le sue forme, che il distanziamento sociale e la reclusione d’inizio 2020 hanno fatto emergere in contesti apparentemente sani e vitali. L’emarginazione sociale, le relazioni familiari e amicali insoddisfacenti, ma anche i problemi economici e lavorativi sono costanti che emergono negli ultimi mesi più che in altri. Come spiegò Marco Calafato, presidente della sezione napoletana dell’associazione, in un’intervista concessa a Nf24 lo scorso dicembre, un volontario che ascolta è una persona che viene formata per affinare l’arte di dar spazio all’altro, così da valorizzare le risorse interiori che ciascuno possiede. “L’emergenza Covid-19 ha determinato un forte aumento delle richieste di aiuto: questo periodo così difficile probabilmente ha spinto le persone ad aprirsi di più e a chiedere sostegno“, spiega la presidente nazionale Monica Petra, commentando i dati di metà anno. “Questo forte aumento rende ancora più importante la disponibilità di nuovi volontari adeguatamente formati“, sottolinea, lanciando la diretta facebook di questo pomeriggio. Sulla pagina di Telefono Amico dalle 18.45 sarà trasmessa la conferenza in cui si presenterà il corso teorico-pratico che è obbligatorio ed è finalizzato ad acquisire le conoscenze utili a creare e gestire una relazione d’aiuto. Dal 21 ottobre al prossimo febbraio cento aspiranti volontari potranno seguire le lezioni in modalità telematica, mentre il tirocinio pratico avverrà in presenza presso la sede locale dell’associazione.

Per potersi candidare occorre compilare un form entro il 3 ottobre. Seguirà una selezione dei candidati, per valutare l’esistenza o meno delle doti caratteriali e personali che sono necessarie per instaurare una relazione d’aiuto. Il volontario che rende possibile il servizio offre le proprie capacità e competenze per accompagnare l’altro in un percorso che non è specialistico, ma è aconfessionale e apartititico, perché, senza giudicare o influenzare, mira a ridare fiducia nelle potenzialità che ciascuno di noi ha ma, in momenti difficili, si possono perdere di vista.