L’intervista a Marco Calafato, presidente dei volontari campani della onlus

Duecentocinquanta volontari per un servizio di ascolto gratuito, che quest’anno, per la prima volta, sarà attivo in tutta Italia anche la notte di Natale. E’ l’offerta proposta da “Telefono Amico onlus” dopo l’esperienza dello scorso anno, quando dal 24 dicembre a Santo Stefano, oltre trecento persone chiesero aiuto ai volontari dell’associazione. I maggiori fruitori del servizio, stando a quanto dichiarato da Monica Petra, presidente nazionale, sono stati uomini di età compresa tra i 46 e i 65 anni. “Le difficoltà segnalate con maggiore frequenza sono legate alla solitudine e ai problemi familiari: molte persone ci contattano semplicemente per sentirsi meno sole la notte di Natale», ha spiegato, lanciando l’iniziativa delle festività in corso.

Come ogni anno, dicembre riporta il “Natale a casa Cupiello“, secondo la commedia di Eduardo De Filippo. Si scaldano le luci che risplendono a intermittenza sul presepe, con la pretesa di surriscaldare l’atmosfera in attesa della nascita di Gesù Bambino. E, così facendo, si scopre il velo che quotidianamente cela legami familiari dolorosi e desideri irrealizzati, che spingono i membri di una famiglia a ferirsi vicendevolmente.

Abbiamo chiesto a Marco Calafato, presidente di “Telefono Amico Napoli” di aiutarci a comprendere i desideri inascoltati che inducono a comporre lo 081.400977 in Campania oppure l’199.284.284 a livello nazionale, pur di trovare qualcuno che sia pronto a far silenzio e ad accogliere il dolore inespresso di un Cupiello qualunque.

D– Presidente, riscontra assonanze tra la commedia e quanto emerge dalle telefonate che ricevete?

RSì, spesso. Alcune volte chi ci chiama lo fa anche per sfogarsi e non di rado vengono fuori racconti di un figlio o un coniuge stufo di tollerare vicende che non condivide. Nella commedia, in particolare, si fa anche riferimento a una storia di tradimento, che è uno degli argomenti di cui spesso si fatica a parlare. Farlo con un volontario di “Telefono Amico Napoli” è una strada che favorisce un dialogo senza pregiudizi e soprattutto in totale anonimato.

D– Cosa si cerca in un vostro volontario che non si riesce a trovare altrove?

RChi vive un disagio legato alla famiglia trova in “Telefono Amico” ascolto e accoglienza e, in alcuni casi, riesce anche a vedere con maggiore chiarezza la situazione che sta vivendo. I volontari aiutano le persone che chiamano a definire meglio un quadro che, all’inizio delle telefonate, è quasi sempre confuso e non chiaro.

D– Quindi, chi avverte la solitudine o il disordine emotivo, un po’ come accade ai membri della famiglia Cupiello, cerca un contatto, che nella vita non è riuscito a creare?

RDiamo la possibilità di parlare a chi ha bisogno di farlo. La nostra associazione non prevede interventi che vadano oltre la risposta telefonica: il nostro obiettivo è quello di offrire ascolto e valorizzare le risorse interiori che ognuno di noi possiede.

D– “E’ proibito dare consigli quando la gente non li chiede“, diceva il grande Eduardo. Un napoletano lo sa. Allora, di che natura sono le richieste che vi giungono?

R Chi chiama il più delle volte non si aspetta un consiglio e infatti noi non ne forniamo. Dare un nostro punto di vista o consiglio, tra l’altro non richiesto, ci farebbe, infatti, allontanare dall’obiettivo di  dare spazio alla persona che ci chiama. Il nostro “compito” è  aiutare le persone, attraverso il dialogo, a trovare gli strumenti necessari per uscire da una situazione difficile. Tutti possediamo, dentro di noi, gli strumenti giusti, ma nei momenti di tensione emotiva facciamo fatica ad individuarli da soli. “Telefono Amico” aiuta a farlo.

Sono cinquecento i volontari italiani, formati con un corso annuale fatto di due incontri settimanali e un tirocinio formativo. Offrono un accompagnamento non specialistico, aconfessionale e apartititico, per permettere a chi ne senta il bisogno di dar voce al proprio silenzio. E, così facendo, di iniziare a scoprire qualcosa in più di se stesso. “Telefono Amico Napoli“, unico gruppo campano dell’associazione nazionale, è nato nel 1965 come “Voce Amica“. Durante l’anno, in tutta Italia, dal lunedì al venerdì dalle 15.00 alle 21.00 oppure nel fine settimana dalle 17.00 alle 21.00, si può parlare con un operatore in forma anonima, nella certezza che le conversazioni non verranno registrate.