Regione, Comune e piena rappresentanza sindacale. Il sindacato chiede al Mise di convocare tutte le parti sociali il 17 al tavolo tecnico su Whirlpool. Si chiede il rispetto dell’accordo per un nuovo capitalismo che la multinazionale ha firmato ad agosto negli Stati Uniti

Data la gravità del momento, abbiamo chiesto che sia convocato il tavolo nella sua formazione plenaria, con la partecipazione dell’intero coordinamento nazionale, e che siano coinvolte anche le Istituzioni locali“. A chiederlo è Gianluca Ficco, dopo che nella giornata di ieri il Ministero dello Sviluppo Economico, in risposta a una nota di Whirlpool, ha convocato per martedì 17 settembre il tavolo tecnico sullo stato della situazione dell’azienda a Napoli e in Italia, chiedendo la partecipazione di delegazioni limitate a due persone per organizzazione sindacale. La multinazionale americana aveva diramato poche ora prima una nota in cui chiedeva al governo un incontro per il giorno 16 e nonostante quello entrante fosse impegnato in attività istituzionali di inizio mandato. “Dobbiamo prendere atto che Whirlpool è sorda agli appelli alla responsabilità e al rispetto dei tavoli istituzionali che da più parti sono stati rivolti al management“, sottolinea Antonio Accurso, Uilm Campania.

Il riferimento è non solo alla strategia della tensione con cui l’azienda comunica a dipendenti e governo le proprie richieste, senza rispetto alcuno delle istituzioni e dei tavoli ministeriali. Ma anche alla mancanza di coerenza verso il “manifesto per un nuovo capitalismo” firmato pochi giorni dopo ferragosto.

Al principio secondo cui la società è tenuta a generare maggior profitto per i propri azionisti è subentrata in modo formale la raccomandazione di prestare maggior rispetto per le persone e i luoghi in cui l’azienda opera, a cominciare dai propri dipendenti e dai propri fornitori. Ciascuna persona ha diritto a perseguire attraverso il lavoro e la creatività la realizzazione cha passa da una vita dignitosa, preludio di un libero mercato sano, forte di posti di lavoro buoni e di un’economia sostenibile, che dia a tutti opportunità di crescita. Ad aderire è anche Whirlpool con il suo ceo, Marc Bitzer. Motivo per il quale, i lavoratori di via Argine chiedono che inizi il rispetto del proprio lavoro, che negli ultimi anni è stato riconosciuto e premiato dalla multinazionale con le targhe commemorative ma non con i fatti. Se da un lato si elargivano complimenti agli operai, dall’altro si attuava una politica di delocalizzare della produzione in Repubblica Ceca e Polonia, cosa che ora si tenta di completare facendo forza sulla presunta debolezza del nuovo esecutivo. I dipendenti di via Argine e i sindacati chiedono il rispetto degli impegni presi in sede ministeriale con lo Stato più che con il governo italiano del momento nell’ottobre 2017 e l’attuazione dell’accordo sottoscritto ad agosto con la Business Roundtable, l’associazione capitanata dal ceo di JP Morgan e composta dalle principali società americane che si impegnano nella costruzione di questo nuovo capitalismo, attento al benessere della nazione in cui le società investono.

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