Abbiamo presentato un esposto alla magistratura per quanto riguarda i tamponi. Attori, calciatori e altre celebrità hanno una corsia preferenziale, mentre le persone comuni hanno difficoltà anche a reperirlo. E’ una cosa vergognosa” si è espresso così Carlo Rienzi – presidente del Codacons –  in merito al presunto trattamento di favore che avrebbero ricevuto personaggi noti, dello sport e non solo, nella corsa ai test per il Coronavirus.

In effetti, osservando i taciti criteri utilizzati in ambito sanitario nel somministrare i tamponi – cioè solo a soggetti con una forte sintomatologia – sorge spontaneo chiedersi come l’abbiano ottenuto. Molte le polemiche nei giorni scorsi per alcune notizie relative alle famiglie di vip positivi: pur essendo asintomatici, sono riusciti tutti ad essere sottoposti al tampone oro-faringeo. Tante le proteste, soprattutto di medici, infermieri e volontari – che spesso sono sprovvisti di dpi, danno al quale si aggiunge poi la beffa di non poter testare un’eventuale positività al virus. Va ricordato, infatti, che in Italia sono 5mila gli operatori sanitari infetti.

Abbiamo migliaia di persone che muoiono senza riuscire ad avere il tampone per essere certi di avere il Coronavirus, poi si scopre che persone famose, attori, conduttori, calciatori, hanno tamponi e certificati dalla sanità: è inammissibile. Nel campo della salute non può esistere un privilegio, vogliamo che la magistratura faccia chiarezza” continua Rienzi, che poi evidenzia l’importanza di trattamenti equi “L’unico privilegio deve averlo il personale sanitario che sono a contatto diretto con gli ammalati, oggi chiederemo con una PEC questo alla Protezione Civile. Non esiste che si facciano tamponi privati a pagamenti, c’è parità di trattamento nelle struttura pubbliche”.