È emersa la volontà reciproca di collaborare, per fare in modo che il Mezzogiorno sfrutti appieno l’opportunità offerta dal Recovery Plan a partire dalla necessità di dotare il Piano in tempi rapidi di progetti esecutivi condivisi“. Il governatore della Campania Vincenzo De Luca ha tenuto il suo primo colloquio dell’era Draghi con Mara Carfagna, neo Ministro del Sud e della Coesione territoriale. I temi, delicatissimi: Piano nazionale di ripresa e di resilienza, programmazione dei fondi strutturali 2021-2027, emergenza Covid, piano vaccinale e programmi di rafforzamento delle strutture amministrative.

Sin dall’insediamento dell’ex presidente della Bce, palazzo Santa Lucia chiedeva a gran voce un meeting diretto con le figure istituzionali di spicco, “non ho ascoltato nessuna parola sul Mezzogiorno” diceva il 12 febbraio De Luca, salvo poi passare qualche giorno dopo ad un più diplomatico “il presidente Draghi ha fatto affermazioni importanti per la dignità dell’Italia“. Ad ogni modo, dalla contingenza all’auspicio di un crescita per i prossimi anni – che passa inevitabilmente dalla gestione dei fondi europei – le due parti hanno messo sul tavolo le armi che da qui ai prossimi trent’anni decideranno le battaglie del Sud, e quindi della Campania. Il solo pronunciare l’espressione Recovery Fund, chiama inevitabilmente a sé l’intero spettro delle problematiche endemiche del meridione: lavoro, reti stradali, collegamenti ferroviari, trasporto pubblico locale, emergenza rifiuti, sistema industriale.

Ma affinché tutte le suddette questioni possano essere affrontate, c’è una guerra in atto da vincere contro un nemico chiamato Covid, che forse si appresta a detonare la bomba della terza ondata. La campagna vaccinale stenta a decollare, e solo oggi in regione si registra un +2.635 alla voce contagi. La zona rossa, potrebbe non essere lontana. Attualmente, stando al sito governo.it. in Campania la somministrazione degli antidoti è arrivata al 79%: ovvero su 534.515 dosi consegnate, ne sono state iniettate 422.301.