Per i Pezzulli di Luciana Pennino: I sostituti degli abbracci

Tra quelle fucsia e quelle viola dovrei collocare le lilla. E tra quelle nere e quelle grigie ci andrebbero le tortora, che mi potrebbero essere addirittura fondamentali! Fantasia o tinta unita, a macchie di colore o con disegni geometrici, poche con i fiori ma tutte rigorosamente ampie e avvolgenti, di lana di cotone di seta o finta seta di lino di taffettà e di georgette… le adoro! Le conservo tutte allineate rispettando un gioco cromatico, diciamolo pure, praticamente maniacale. Sono stole, sciarpe, mantelle, coprispalle, cappe, insomma tutto ciò che mi copre la nuca, mi cinge le spalle, mi protegge la gola.

Per non parlare dei foulard. Se non mi sentissi ridicola, li indosserei com’era di moda negli anni sessanta, e come facevano attrici-mito tipo Audrey HepburnSophia Loren e Grace Kelly, o la First Lady Jacqueline Kennedy Onassis: sulla testa e poi annodati sotto al mento, e mi sentirei tres jolie!

Sono considerati tutti accessori, ma per me invece sono elementi imprescindibili del mio look. Mai senza, ne esco, e ne acquisto in continuazione, come se la loro produzione, ovunque nel mondo, dovesse finire domani. In un mercatino o in boutique, mi conquistano sforzandosi poco; dico che non ne posso fare a meno come se parlassi di mutande: indispensabili! Difficile che me ne sbarazzi. E così il cumulo aumenta. Un giorno ho fatto il conto: tra tutti i vari tipi, 127! Da vergogna.

È che averne in tale quantità mi tranquillizza: una stola mi abbraccia, un foulard mi ripara, una mantella mi riscalda, una sciarpa si prende cura della mia cervicale… evidentemente, non è solo questione di moda!

 

Luciana Pennino

 

“La donna si stringe le spalle


e si lagna che ha perso la sciarpa a colori


che la notte faceva da stufa. Ma basta appoggiarci


contro l’angolo e il vento non è più che un soffio.”

(Cesare Pavese)