Un caldo applauso ha abbracciato Marco Baliani al Teatro Nuovo di Napoli, dove è andata in scena il suo “Kholhass”.

Autore assieme a Remo Rostagno della trasposizione teatrale del libro di von Kleist, sotto la regia di Maria Maglietta, Marco Baliani è salito su un palco avvolto dal buio.

L’unico elemento scenografico ad attendere il narratore era una sedia e un raggio di luce, oltre al silenzio dell’ascolto, con cui gli spettatori lo hanno accolto e accompagnato nel ricordo della storia di questo mercante tedesco di cavalli della metà del sedicesimo secolo.

Nel viaggio verso Lipsia, dove si teneva una fiera di cavalli, al passaggio della dogana non ha il lasciapassare né vuol pagare il dazio, giudicato ingiusto soprattutto alla luce della libertà di commercio in terra di Germania. Qui nasce il conflitto con il barone von Tronka, che gli permette il passaggio sulla sua terra solo dopo aver avuto in pegno due dei suoi morelli. Al ritorno dalla fiera di Lipsia, dopo aver scoperto che il barone lo aveva ingannato e nessun dazio gli era dovuto, Kholhass apprende che i suoi due cavalli sono stati messi al tiro e sono ora moribondi quanto il suo fedele servo, lasciato lì a guardia degli animali e malmenato duramente dagli uomini del barone von Tronka.

In un crescendo di rabbia, si innesca una spirale di violenza che porterà Kholhass e i suoi uomini a spodestare il barone von Tronka, costretto a cercar rifugio a Wittemberg e a mettere a ferro e fuoco anche Lipsia. Solo un incontro con Lutero, per il quale lo Stato stesso è garanzia di giustizia, lo fa desistere dall’uso di altra violenza. Kholhass guarda le mani intrise di sangue, sente le urla di uomini scannati e donne violentate e si chiede cosa sia tutto quel rosso che sta inzuppando la sua terra. Apre gli occhi su cosa abbia generato tanto orrore e ricorda i versi biblici indicatigli da Lisbeth prima di morire. “Perdona il tuo nemico anche quando si macchierà del tuo stesso sangue”. Perdonare.

Vittima e carnefice, in bilico tra giustizia umana e perdono divino, accecato dalla rabbia montante, Kholhass inizia il percorso dell’uomo alla ricerca di un proprio posto nel mondo dove sentirsi nel giusto, nel diritto. Desiderio che si innesta nei conflitti tra legge e giustizia, suddito e autorità, individuo e Stato, giustizia umana e giustizia divina. Mentre sullo sfondo risuonano i versi biblici, indicatigli dalla moglie Lisbeth come unica strada possibile: “Perdona i tuoi nemici anche quando si macchieranno del tuo stesso sangue”.

Questi temi saranno sviscerati martedì 15 gennaio dalle 17.30 al Teatro Nuovo. Baliani incontrerà il pubblico “Sul filo della narrazione“, in occasione della replica numero 1065 del suo “Kholhass”, come da lui fatto solo altre due volte in tutta la carriera e sempre gratuitamente.

Da qui prende il via il successivo spettacolo che Baliani porterà in scena da mercoledì 16 a domenica 20 gennaio, sempre al Teatro Nuovo: “Corpo di Stato. Il delitto Moro: una generazione divisa“.

Un filo rosso lega Kholhass a Moro, secondo le parole di Baliani: il rapporto conflittuale tra esigenza di rivolta contro l’ingiustizia e l’assunzione del ruolo di giustiziere.

TEATRO NUOVO

via Montecalvario 16 – t. 0814976267

http://www.teatronuovonapoli.it

Da mercoledì 16 a domenica 20 gennaio

Corpo di Stato