Finite le feste, due pensieri arrovellano le menti di molti festaioli dall’animo gentile: lo smaltimento dei chili presi e dell’albero di Natale.

Su come risolvere il primo dilemma, le possibilità sono poche e ovvie: dieta e sport.

Su come risolvere il secondo, invece, c’è materia per dibattere.

Alcuni punti fermi, però, si possono trovare anche sulla fine dell’albero delle feste.

Qualcuno ha pensato di mettere il proprio abete nei cassonetti dei materiali non riciclabili, quelli stradali di colore grigio, per intenderci. A questo qualcuno l’Asia Napoli fa presente che una collocazione più appropriata potrebbe essere una delle isole ecologiche della città. 

Qualcuno ha pensato di usare l’abete per riscaldare la casa dopo averlo fatto con l’atmosfera natalizia. A questo qualcuno, Antonio Brunari, PeFC Italia, fa presente che è estremamente pericoloso, perché i rami dell’abete hanno oleoresine molto infiammabili. Si consiglia di desistere.

Qualcuno è dotato di pollice verde e vuol dare il proprio contributo a rafforzare il polmone verde del nostro pianeta. Anche a costoro Brunori chiede di fare attenzione a non piantare l’abete nel contesto naturale sbagliato, perché non idoneo oppure perché non cresce lì in modo spontaneo. Insomma, si corre il rischio di inquinamento genetico o, nella migliore delle ipotesi, di intrusione botanica.

Molto meglio cogliere l’invito di Rosario Lopa, rappresentante della Consulta Nazionale dell’Agricoltura, e di Alfredo Catapano, membro del Dipartimento Nazionale del Commercio e Pmi. Scrivono al Prefetto di Napoli, e con lui a noi tutti, per sollecitarci a donare il nostro abete a uno dei centri di raccolta situati in città. Basta portare l’abete all’Ecopunto Ingombranti più vicino (nel link sotto si trovano dei riferimenti). A piantarlo ci penserà il personale dell’Asia Napoli. Come avviene in altre città d’Italia, la raccolta gratuita potrebbe essere finalizzata anche a progetti di educazione ambientale con le scuole. 

Qualcosa di simile fa da anni anche Ikea, che a novembre scorso ha lanciato l’annuale campagna “Compostiamoci bene“. Acquistato un albero di Natale Ikea, chi lo riconsegna con lo scontrino tra il 4 e il 13 gennaio, ha un buono spendibile nei punti vendita dell’azienda entro il 31 gennaio. Inoltre, per ogni abete restituito, l’azienda destina due euro alla riqualificazione di un’area, che quest’anno è nel comune di Pescara. Il progetto in questione, denominato “Mosaico verde”, nasce dalla sinergia di intenti di Kyoto Club e Legambiente, che hanno dato vita alla società AzzeroCo2, che si occupa di gestirne le fasi.

Accogliere l’invito di Lopa e Catapano darebbe materiale alla Regione e alla città per fare progetti di crescita comunitaria, simili a quelli attuati dalla corretta sinergia tra pubblico e privato. La loro missiva alla Città e alla Regione può essere molto più di un invito, arrivando a spronare il cittadino a farsi attivo nel cambiamento del proprio quartiere, partendo dall’abete attorno al quale ci si è scaldati, pregando o sognando che la speranza rinasca nel cuore di ciascuno, artefice del proprio mondo migliore. Il civismo politico può partire anche dalla fine di un abete.

https://www.asianapoli.it/isole-ecologiche/mobili.html