Gli effetti delle due nuove tasse inserite nella Manovra rischia di avere forti contraccolpi tra i produttori di bibite gassate. In particolare sugar e plastic tax peseranno per 160 milioni su Coca-Cola HBC Italia, il principale produttore e distributore di bevande a marchio The Coca-Cola Company in Italia.

In Campania queste tasse andranno a colpire le aziende in un momento particolarmente difficile per il mercato, che vede un calo del 25% negli ultimi dieci anni dei cosumi soprattutto tra i giovani, principale target del prodotto. “Per contrastare il crollo della domanda – spiega Giangiacomo Pierini, Public Affair&Communication Director- Coca Cola ha puntato negli ultimi anni su una diversificazione dell’offerta, come le bibite vegetali, lanciate lo scorso anno, e ha investito 200 milioni in Italia per nuove tecnologie e linee produttive.

A rischiare è ancora una volta l’economia della nostra regione, perché lo spettro della chiusura dello stabilimento di Marcianise, più vulnerabile rispetto ad altri, potrebbe concretizzarsi nel 2020. Un’ulteriore spada di Damocle, dopo il caso Whirlpool di Napoli, che metterà in ginocchio una grossa fetta dell’occupazione regionale.  lo stabilimento di Marcianise, il più grande insediamento produttivo Coca-Cola nel Sud Italia, nel solo 2019 ha ricevuto investimenti per oltre 7.5 milioni di euro in ammodernamenti tecnologici, che si aggiungono ai 2 milioni di euro destinati alla recente installazione dell’impianto di cogenerazione che ne ha migliorato ulteriormente le performance di sostenibilità ambientale.


Cambia, invece, il discorso per Ferrarelle, che punta alle sfide future con strategie aziendali che, in questo momento, si stanno rivelando premianti. ”In linea con la nostra filosofia – spiega il direttore generale Alessandro Frondellapuntiamo a realizzare sempre più bottiglie con un 50% di riciclato: la sola risposta sostenibile e a minor impatto ambientale che possiamo fornire oggi”.