Appena in tempo a tirare un sospiro di sollievo, dopo la visita a sorpresa della Ministra Grillo all’AORN Cardarelli, che arriva la stoccata del Ministro Bussetti, in visita nelle scuole di Afragola e Caivano.

Nel mese di febbraio i ministri dei settori più “sensibili” dell’area del Welfare State (quel minino che ne resta) – sanità e miur – , girano per il Mezzogiorno come un generale che fa la rassegna delle truppe.

Al Cardarelli, diciamo la verità, nessuno si aspettava la fumata bianca. L’ospedale, spesso sotto l’occhio del ciclone per i numerosi pazienti in barella, visitato a sorpresa dalla ministra, ha mostrato una immagine veritiera di quello che è, e la ministra ha avuto la sensibilità di capire. Dietro l’apparente caos, ha notato lo sforzo immane degli operatori, nelle diverse professionalità, che si sforzano per assicurare uno standard di cura accettabile, allineato ai LEA (livelli essenziali di assistenza), questi ultimi definiti su base nazionale. In una situazione di commissariamento che si protrae dal 2007, dove la gestione straordinaria è preclusa, il sistema della Sanità regionale, ridimensionato da numerosi tagli dei posti letto e dalla chiusura di alcuni pronto soccorso, ha dato l’impressione di reggere, soprattutto grazie al lavoro coraggioso, svolto sempre in prima linea da strutture di primo intervento, come lo è il Cardarelli. Perlomeno la Ministra ha apprezzato lo sforzo, è stata capace di incoraggiare i dipendenti pubblici, la forza lavoro di quell’apparato, chiamato “Stato”, di cui ella stessa è diramazione e rappresentante. Per rimanere nella metafora militare – appropriata agli ospedali dove, come nelle trincee, si rischia l’incolumità fisica – , si potrebbe dire che le truppe si sono sentite gratificate dal generale.

Tutta altra storia la visita del Ministro del Miur nelle scuole di Afragola e Caivano. Le sue parole, sferzanti e offensive, hanno colpito al cuore tutto il mondo della scuola: docenti, discenti, genitori, famiglie.

Al Sud come al Nord, perché gran parte della scuola del Nord è retta con docenti del sud, dai laureati, formati nelle università del meridione, che il Sud non riesce a trattenere.

Chiedere maggiore impegno dove mancano aule, fondi per le necessità basilari, fondi per gli insegnanti di sostegno, fondi per la riqualificazione degli edifici fatiscenti, fondi per l’acquisto dei materiali didattici; e la chiudiamo qui perché il concetto sembra chiaro, sarebbe addirittura comico se non fosse drammatico. A qualche secolo di distanza si è ripetuta e ampliata la gaffes storica di Maria Antonietta, e già molti chiedono la testa del Ministro.

Lo stesso Di Maio ha chiesto delle scuse ufficiali, era troppo anche per l’alleato politico.

Soprattutto è troppo per ognuno di noi.

Il Sud non deve accettare di essere messo sotto esame, dovendosi giustificare costantemente. Soprattutto non dovrebbe esistere, a quasi 160 anni dalla unità di Italia, una questione Sud. La presenza al governo di un partito nella cui genealogia vi è una forte volontà di separatismo, a cui si è dato il nome più benevolo di federalismo, dovrebbe fare riflettere tutti gli italiani su cosa significhi essere italiani, su cosa siano gli italiani o, addirittura, se gli italiani stessi esistano.