Sempre più persone utilizzano le stufe a pellet per le esigenze di riscaldamento della loro abitazione. In effetti la stufa a pellet è ormai diventata un prodotto preferito rispetto a quelle tradizionali che utilizzano come combustibile la legna. Il pellet è un combustibile solido, che si ottiene dalla trasformazione industriale del legno e che costituisce degli scarti di lavorazione, che per esempio possono essere rappresentati dalla segatura o dai trucioli di legno. Di solito per ottenere il pellet si utilizza un processo lavorativo composto da varie fasi: la deumidificazione, la triturazione, il riscaldamento e la pressatura. Ma come è fatta di preciso una stufa a pellet e come funziona?

Le parti che costituiscono una stufa a pellet

Le stufe a pellet, come quelle che possiamo trovare su ceramicstore.eu, sono composte da diverse parti. Una di esse è la tramoggia, che consiste in un serbatoio interno alla stufa in cui viene collocato il combustibile. Questo serbatoio è in grado di alimentare la combustione per un periodo di circa due giorni.

Troviamo nella stufa anche una resistenza, che viene percorsa da una corrente elettrica e che innesca l’accensione attraverso un comando che può essere azionato manualmente oppure può funzionare tramite un timer programmabile.

Un’altra parte importante della stufa a pellet è rappresentata dal motoriduttore. Si tratta di un motore elettrico che è dotato di un riduttore di velocità. Poi abbiamo una coclea inclinata di 45 gradi e una camera di combustione, all’interno della quale brucia il combustibile.

All’interno della stufa troviamo anche lo scambiatore di calore. Si tratta di un apparecchio che permette lo scambio di energia termica tra due fluidi che si trovano a temperatura differente.

L’espulsione dei fumi di scarico viene gestita attraverso una bocca di espulsione ed una ventola, per mezzo della quale avviene anche l’introduzione dell’aria nel bruciatore. Di solito le stufe a pellet sono costituite anche da una presa d’aria, attraverso la quale entra l’aria che alimenta la combustione, e inoltre possiedono un pannello trasparente, che serve per richiudere il serbatoio e permette di vedere il livello del pellet.

Come funziona la stufa a pellet

Le stufe a pellet funzionano sfruttando un processo di irraggiamento e uno di convenzione. Andiamo nei dettagli e vediamo qual è il loro funzionamento specifico. Il pellet si trova stoccato nella tramoggia. Il motoriduttore comincia ad azionare la coclea inclinata di 45 gradi. Quest’ultima gira in un tubo, raccoglie e porta verso l’alto i cilindretti di pellet. Poi li lascia cadere in un condotto, attraverso il quale scivolano fino alla camera di combustione.

Nel frattempo continua il rifornimento del pellet attraverso il controllo di una centralina a microprocessore. Il controllo avviene confrontando la temperatura dell’ambiente da riscaldare con quella che viene impostata sul termostato della stufa.

Accade che, se le due temperature si avvicinano, il microprocessore fa rallentare la coclea, per far giungere soltanto una piccola quantità di pellet. Al contrario, quando la temperatura si abbassa, il microprocessore fa andare più veloce la coclea e quindi aumenta la quantità di pellet resa per essere bruciato.

I cilindretti si incendiano, producono calore per effetto della temperatura elevata, dovuto anche all’azione della resistenza che diventa incandescente e può arrivare anche ad una temperatura di circa 200 gradi.

Nel frattempo interviene sempre il microprocessore della centralina, che controlla la velocità di espulsione dei fumi di scarico. Il controllo viene effettuato regolando la velocità della ventola.

Nel loro percorso di fuoriuscita, i fumi di scarico, che hanno una temperatura elevata, vengono fatti passare in uno scambiatore di calore. La stufa è costruita in modo che l’aria calda per riscaldare l’ambiente non entri mai in contatto con i fumi di scarico.

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