Storie Mitologiche: “C’erano una volta…” 27° Puntata

“Storie Mitologiche”: Amori Mitologici

Storie eterne di amori immortali

(a cura di Giorgio Manusakis)

27° Puntata, seguito della 26° puntata

“C’erano una volta…”

…Nel frattempo Amore, preoccupato dei cattivi rapporti tra la madre e la moglie (che a dispetto dei millenni passati è, per molti, ancora un problema attualissimo), si recò dal padre degli dei, Zeus, perorando la sua causa, o meglio, il suo amore per Psiche. Alla sua richiesta il sommo Zeus rispose: “…è vero che tu non mi hai mai portato quel rispetto che mi è dovuto secondo unanime concessione degli dei, e hai inferto continui colpi a questo mio cuore che detta ordine alle leggi della natura e ai moti degli astri, e lo hai macchiato facendolo spesso precipitare nelle passioni terrene, e con avventure vergognose che vanno contro le leggi…hai danneggiato il mio onore e la mia reputazione, facendo sì che trasformassi il mio volto sereno nelle forme più immonde, in serpente, in fuoco, in belva feroce, in uccello, in bestia di gregge. Tuttavia, non voglio dimenticare la mia clemenza, oltre al fatto che sei cresciuto tra le mie mani, e farò tutto quello che vuoi, purché tu sappia che dovrai guardarti da quelli a cui hai dato l’esempio;” (Apuleio, Metamorfosi, VI, 22) Detto ciò Zeus convocò l’assemblea degli dei e comunicò le sue decisioni al riguardo, dicendo che era tempo di mettere fine alla “dissolutezza giovanile” di Amore, con il matrimonio, e aggiunse che la prescelta era Psiche, quindi tranquillizzò la figlia Venere, dicendole che avrebbe reso immortale Psiche e eterno il loro matrimonio, quindi ordinò a Mercurio di portare in cielo Psiche a cui porse personalmente una tazza di ambrosia, il cibo degli dei, dicendole: “Bevi, Psiche, e diventa immortale: e Cupido non si scioglierà mai dal legame con te, ma queste vostre nozze saranno eterne”. (Apuleio, Metamorfosi, VI, 23). Seguì un divino (nel vero senso della parola) e sontuoso banchetto nunziale cui parteciparono tutti gli dei cantando, suonando, ballando e divertendosi. Poco tempo dopo Psiche diede alla luce una figlia cui fu dato il nome di Voluttà. E come per ogni favola che da allora si narra, vissero tutti felici e contenti!

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