“Storie Mitologiche”: Amori Mitologici

Storie eterne di amori immortali

(a cura di Giorgio Manusakis)

“C’erano una volta…”

Psiche, sempre più depressa, pensò allora di consegnarsi spontaneamente a Venere, sperando di trovare in casa sua anche l’amato marito, e decise di mettere in pratica quest’idea senza più esitazioni, quando Venere, visto che non riusciva a trovare Psiche, col benestare del padre Giove, andò tra tutti i popoli insieme a Mercurio il quale proclamava: “Se qualcuno riuscirà a riportare indietro dalla fuga o a indicare dove se ne sta nascosta la schiava fuggitiva, figlia del re, serva di Venere, di nome Psiche, si incontri con il banditore Mercurio: a titolo di ricompensa per la denuncia, riceverà da Venere in persona sette dolcissimi baci, più un altro ancor più delizioso, dato con il tocco carezzevole della sua lingua”. (Apuleio, Metamorfosi, VI, 8) Probabilmente non molte donne erano interessate al premio, ma i maschietti, pur di arrivare ad ottenerlo, avrebbero trovato anche il rifugio di Bin Laden! E infatti subito si scatenò una gara tra loro, cosa che fece rompere ogni indugio a Psiche, la quale si consegnò a Venere portandosi al suo palazzo. Lì una serva della dea, Abitudine, la prese per i capelli e la trascinò da Venere che, vedendola, subito scoppiò in una fragorosa risata isterica, poi chiamò due sue ancelle dai nomi tutt’altro che rassicuranti, Inquietudine e Tristezza, e la fece frustare minacciandola di non farle portare a termine la gravidanza, quindi si prodigò personalmente a malmenarla e strapparle i capelli che ancora aveva in testa e infine, dopo aver fatto portare del grano, dell’orzo, del miglio, semi di papavero, ceci, lenticchie e fave, li mescolò con cura per creare un unico mucchio e le disse: “Visto che sei una schiava tanto brutta, mi pare che tu non possa guadagnarti il favore dei tuoi amanti in nessun altro modo se non facendo con impegno il tuo lavoro: perciò adesso anch’io voglio mettere alla prova questa tua bravura. Dividi questo ammasso disordinato di semi e, dopo aver rimesso in ordine i chicchi a uno a uno secondo il tipo e averli separati, presentami il lavoro completato entro stasera”. (Apuleio, Metamorfosi, VI, 10) Sarebbe stato un lavoro impossibile per chiunque e quindi Psiche non accennò nemmeno a farlo. Ma in suo aiuto accorse l’essere laborioso per antonomasia: la formica. Fu, infatti, proprio una formichina ad aver pietà della sposa di Amore e a chiamare tutte le sue compagne con cui, nel tempo richiesto dalla bellissima dea, riuscirono a terminare il disumano compito affidato a Psiche…

Vi ricordiamo che potete trovare tutte le puntate precedenti in “Storie Mitologiche“, nella rubrica Tourism & Culture del nostro sito www.napoliflash24.it.