“Storie Mitologiche”: Amori Mitologici

Storie eterne di amori immortali

(a cura di Giorgio Manusakis)

19° Puntata, seguito della 18° puntata

“C’erano una volta…”

…Ma Psiche si sentiva in una prigione dorata, senza contatti con altri esseri umani e soprattutto senza poter far sapere alla sua famiglia di essere viva, ricca e felice, quindi prima piangendo e poi minacciando anche di uccidersi, convinse Amore a cedere alla sua richiesta di incontrare le sorelle, confermando quanto già descritto più sopra, nel capitolo intitolato ‘Neanche gli dei’, ovvero che quando una donna si mette in testa una cosa, neanche un dio può nulla. Ma Amore provò fino all’ultimo ad avvertirla del pericolo dicendole: “Però ricordati che io ti avevo avvertito seriamente, quando comincerai – e sarà troppo tardi – a pentirtene!” (Apuleio, Metamorfosi, V, 6) e, in un ultimo, disperato tentativo di salvare il loro amore, le disse di stare attenta soprattutto a non farsi convincere dalle sorelle a cercare di scoprire il suo aspetto. Psiche giurò più volte che non l’avrebbe mai fatto, quindi l’avvolse sinuosamente col suo corpo e, sussurrandogli dolci parole d’amore, lo coprì di moine convincendo Amore ad acconsentire al suo desiderio e confermando che anche in situazioni del genere non c’è poi tanta differenza tra uomini e dei. Fu così che Zefiro, seguendo gli ordini del padrone, portò alla reggia le sorelle di Psiche mentre queste, la prima volta, si trovavano sulla rupe a piangere la sorella. Giunte però alla reggia, le due sorelle si resero conto che Psiche era stata molto più fortunata di loro, che facevano da badanti a dei mariti più vecchi di loro e che non possedevano neanche una minima parte delle ricchezze che aveva Psiche. E non bastarono tutte le pietre preziose e i gioielli che Psiche generosamente regalò loro, a far cessare l’invidia che, anzi, crebbe ancor più, fino al punto che le due sorelle si accordarono escogitando un piano per rendere infelice la più fortunata Psiche. Amore tentò ancora una volta di avvertire Psiche e questa volta aggiunse che doveva stare molto più attenta alle sorelle in quanto era anche incinta. Ma Psiche non credette alla malvagità delle sorelle, definite da Apuleio “consponsae factionis” (Apuleio, Metamorfosi, V,14), che si può tradurre come “associazione a delinquere”, e le fece tornare alla reggia. Una volta qui le due sorelle, saputo che Psiche era incinta, non sopportando l’idea che la sorella minore avesse per marito un dio da cui stava per avere un figlio, e per niente placate nella loro invidia dal trattamento regale loro riservato e dai nuovi ricchi doni che Psiche elargiva ad ogni loro visita, misero in atto il loro astuto piano: giunte alla rocca dov’erano solite parlare con Psiche e dove Zefiro le sollevava portandole alla reggia, le ricordarono le parole della profezia, convincendola che suo marito era veramente un mostro a forma di serpente, che in tanti nella zona lo avevano visto e tutti dicevano che l’avrebbe trattata così bene solo fino alla fine della gravidanza per avere, in tal modo, un pasto più succulento….

Vi ricordiamo che potete trovare tutte le puntate precedenti in “Storie Mitologiche“, nella rubrica Tourism & Culture del nostro sito www.napoliflash24.it.