“Storie Mitologiche”: Amori Mitologici

Storie eterne di amori immortali

(a cura di Giorgio Manusakis)

18° Puntata, seguito della 17° puntata

“C’erano una volta…”

…Diciamo, piuttosto, che ciò serve da lezione per imparare a non farci ingannare dalle apparenze, e proseguiamo col nostro racconto. Tornato a casa col cuore in lutto, il re informa la famiglia delle parole dell’oracolo; la notizia si sparge anche nel resto della città e, per alcuni giorni, sono tutti immersi nel dolore. Ma al responso di un dio tutti sono chiamati ad obbedire, quindi, anche se piangendo, fu allestita la cerimonia nunziale là dove aveva indicato Apollo; tutta la città accompagnò Psiche sulla montagna e quella che appariva, per allestimento e abiti, una cerimonia nunziale, era, nei pianti di chi accompagnava la sposa, una chiara cerimonia funebre. Solo Psiche faceva coraggio ai genitori, continuando a maledire la sua bellezza e a ritenere il tutto una vendetta di Venere. Una volta in cima alla rupe, “dopo aver sistemato la ragazza sulla cima più alta, tutti insieme la abbandonarono lì; e lasciarono lì anche le fiaccole nunziali con cui avevano rischiarato il cammino, e ormai spente dalle loro stesse lacrime; poi, a testa bassa, ripresero la strada di casa”. (Apuleio, Metamorfosi, IV, 35) Una volta rimasta sola, Psiche, presa dalla paura, iniziò a piangere; ma in quel momento arrivò Zefiro, che cullandola sulla sua brezza delicata, la portò su un morbido prato dove Psiche, provata dalla stanchezza, si addormentò. Al suo risveglio vide che si trovava in un fitto bosco nel cuore del quale c’era una fonte con accanto un meraviglioso palazzo reale, certamente non opera di un uomo. Incoraggiata dalla bellezza e dalla pace del luogo, Psiche s’incamminò verso il palazzo e vi entrò. Vide che tutto, dai pavimenti alle pareti, dalle colonne alle porte, era fatto di oro, argento e pietre preziose, e restò senza fiato di fronte a tale meraviglia, finché una voce incorporea non la scosse: “Signora, perché sei così stupita di fronte a tanta ricchezza? Questa è tutta roba tua. Perciò va nella tua stanza e riprenditi dalla stanchezza con una dormita e poi, quando ti va, chiama per il bagno. Noi saremo sempre a tua disposizione – siamo le tue serve e quella che senti è la nostra voce – e quando avrai finito di prenderti cura di te stessa, sarà subito pronto per te un banchetto principesco”. (Apuleio, Metamorfosi, V, 2)

Psiche fece ciò che la voce le aveva consigliato, quindi andò a dormire e, nel cuore della notte, giunse Amore che la rese sua sposa. E tutti vissero felici e contenti? Neanche per sogno! Per un po’ di tempo le cose andarono avanti così e Psiche era felice anche di quel marito che veniva solo di notte e di cui ignorava l’aspetto, le bastava la sua voce e i teneri momenti che passavano insieme. Ma l’invidia, si sa, è cosa molto pericolosa e Amore, che ben lo sapeva, mise in guardia Psiche dicendole: “Mia dolcissima Psiche, mia amata moglie, la Fortuna, sempre più crudele, ti minaccia con un pericolo mortale; ti raccomando di far attenzione e di essere ancor più prudente. Le tue sorelle, sconvolte dalle voci della tua morte, si sono messe in cerca delle tue tracce e presto arriveranno alla roccia che sai: se mai dovessi sentire qualche loro lamento, tu non rispondere, anzi non farci neanche caso; altrimenti causerai a me un grandissimo dolore e a te poi la rovina completa”. (Apuleio, Metamorfosi, V, 5)

 

Vi ricordiamo che potete trovare tutte le puntate precedenti ed i racconti mitologici nella sezione “Storie Mitologiche” della  rubrica Tourism & Culture del nostro sito Napoliflash24.it

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