“Storie Mitologiche”: Amori Mitologici

Storie eterne di amori immortali

(a cura di Giorgio Manusakis)

9° Puntata, continuo della 8° puntata

La sfortuna di essere i primi
…Secondo altre fonti Zeus, in seguito alle preghiere di Laodamia, si sarebbe commosso e avrebbe dato disposizioni ad Hermes di liberare l’ombra di Protesilao affinché questa animasse la statua di cera, per bocca di questa Protesilao supplicò Laodamia di seguirlo nell’Ade allo scadere delle tre ore e lei si pugnalò tra le braccia della statua. Secondo un’altra versione ancora, Acasto costrinse la figlia a risposarsi, ma Laodamia, fedele al suo amato Protesilao, trascorreva le notti insieme alla statua di cera, finché non la vide un servo il quale, scambiandola per un uomo, riferì ad Acasto del tradimento della figlia; ma quando il re entrò nella stanza e trovò la statua con le sembianze di Protesilao, pensando di evitare ulteriori sofferenze alla figlia, ordinò di bruciare la statua nel fuoco, ma Laodamia si gettò tra le fiamme pur di non abbandonare Protesilao e vi perì raggiungendo il suo amato nel regno dei morti (Igino, Miti 103/104). Si narra che Protesilao sia sepolto a Eleo, una città del Cheroneso tracico, e che lì vi siano dei grandi olmi piantati dalle Ninfe affinché ombreggino la sua tomba; e si narra che i rami di questi olmi che guardano verso Troia germoglino rapidamente e perdano le foglie con la stessa rapidità, mentre gli altri rami sono invece coperti di verdi foglie per tutto l’inverno; il mito prosegue aggiungendo che gli olmi che si innalzano fino al punto da poter far scorgere Troia dalle loro cime, si disseccano e nuovi germogli nascano dalle radici. (Plinio il Vecchio, Storia naturale – Quinto Smirneo, I/VII/406-411)
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