“Storie Mitologiche”: Amori Mitologici

Storie eterne di amori immortali

(a cura di Giorgio Manusakis)

8° Puntata, continuo della 7° puntata

La sfortuna di essere i primi

…da allora che a Iolao fu cambiato il nome in Protesilao, ovvero “primo fra tutti”. A proposito della morte di Protesilao c’è da dire che, oltre ad essere imprudente a non ascoltare i consigli di Laodamia, fu anche sfortunato; infatti sulla sua nave c’era anche il grande eroe Achille il quale, essendo notoriamente un carattere focoso, era pronto a sbarcare per primo sulla spiaggia di Troia, e sarebbe toccata a lui la triste sorte di Protesilao se sulla stessa nave non vi fosse stata la madre, la nereide Teti, la quale, resasi invisibile, seguiva il figlio per proteggerlo, ed avendo appreso da Apollo la profezia secondo cui il primo dei Greci a toccare il suolo di Troia sarebbe morto, trattenne con una mano il figlio Achille afferrandolo per la cintura e con l’altra diede una spintarella al povero Protesilao affinché sbarcasse per primo. Laodamia, ad ogni buon conto, da fresca sposa dolcemente innamorata, per rendere meno triste l’assenza del marito, prima che Protesilao partisse si era scolpita una statua di cera che lo riproduceva: “Tuttavia, finché come soldato impugnerai le armi in una terra lontana, ho con me un’immagine di cera, che riproduce il tuo volto: a lei rivolgo tenerezze, a lei le parole destinate a te, è lei a ricevere i miei abbracci.” (Ovidio – Eroidi Lettera XIII Laodamia a Protesilao). L’immagine di cera purtroppo le fu di poca consolazione quando seppe che l’uomo appena sposato era morto a Troia. Laodamia allora supplicò gli dei affinché le concedessero altre tre ore con l’amato. Protesilao, dal canto suo, fece la medesima richiesta a Ade nel regno dei morti e, alla risposta negativa del dio, il quale disse che mai era stata fatta simile concessione, Protesilao ribatté che non era vero: “Ti farò ricordare io, Plutone: ad Orfeo, per questo stesso motivo, consegnaste Euridice, e, per far piacere ad Eracle, lasciaste stare Alcesti, che era della mia stessa stirpe.” (Luciano di Samosata – I dialoghi dei morti XXVIII-3). A queste parole si aggiunse il parere favorevole della moglie di Ade, Persefone, e a Protesilao fu dunque concessa un’ultima visita all’amata Laodamia. Apollodoro nell’Epitome ci racconta cosa accadde in quell’ultimo incontro dei due innamorati: “Quando Laodamia lo vide, pensò che il suo sposo fosse tornato da Troia, e ne fu felice: ma quando Protesilao dovette tornare nell’Ade, Laodamia si uccise.” (Apollodoro, Epitome 3 vv.239-243).

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