“Storie Mitologiche”: Amori Mitologici

Storie eterne di amori immortali

(a cura di Giorgio Manusakis)

6° Puntata, continuo della 5° puntata

La sfortuna di essere i primi

…ferito mortalmente; neanche Apollo con le sue arti mediche riuscì ad evitargli la morte. Affranto dall’aver causato la morte del suo amato, Apollo avrebbe voluto pagare con la sua stessa vita, “Ma poiché la legge del destino me lo vieta, sempre nel cuore t’avrò e sempre sulle mie labbra sarai. Ti celebreranno i miei canti al suono della lira e in te, rinato fiore, porterai scolpiti i miei lamenti. Verrà poi un giorno che anche un eroe (Aiace n.d.r.) senz’altri pari a te si unirà in questo fiore, mostrando sui petali il suo nome.” (Ovidio – Metamorfosi libro X vv.203-208). A questo punto, con Giacinto tra le braccia di Apollo, il sangue che scorreva nel prato si trasforma in un fiore simile al giglio ma di colore purpureo, appunto, il giacinto (ma secondo alcuni sarebbe una varietà di giglio) e, proseguendo con le parole di Ovidio, “non ancora contento, Febo, autore di questo onore a Giacinto, verga sui

petali di propria mano il suo lamento: AI AI, cosi sul fiore è scritto, lettere che esprimono cordoglio.” (Ovidio – Metamorfosi libro X vv.214-216). A questa tenera versione di Ovidio, c’è da aggiungerne un’altra secondo cui del bel principe si era invaghito anche il Vento dell’Ovest (Zefiro a dire di Pausania) e, secondo questa versione, fu proprio il gelosissimo vento a uccidere Giacinto fermando a mezz’aria il disco lanciato da Apollo, e rimandandolo indietro fino a colpire Giacinto in pieno volto e ucciderlo, così come racconta lo stesso Apollo a Hermes nei “Dialoghi degli Dei” di Luciano di Samosata: “Imparava a lanciare il disco e io giocavo assieme a lui, quando Zefiro, il più maledetto dei venti, anch’egli da tempo innamorato di lui, non essendo corrisposto e non sopportandone il disprezzo fece questo: come eravamo soliti, io lanciai il disco verso l’alto, e quello, soffiando dal Taigeto, lo spinse fino a scagliarlo sulla testa del ragazzo, cosicché in seguito al colpo uscì molto sangue e il ragazzo morì all’istante. Ma io respinsi subito Zefiro colpendolo con le frecce e inseguendolo mentre fuggiva fino al monte, quindi scavai una tomba per il ragazzo ad Amicle, dove il disco l’aveva colpito, e feci in modo che dal sangue la terra generasse un fiore soavissimo, Hermes, il più bello tra tutti i fiori, che porta ancora incise lettere di compianto per il morto.” (Luciano di Samosata – “Dialoghi degli Dei” XVI – 2 – Ermes e Apollo). Anche in questo caso, come avete letto, Apollo trasformò Giacinto nel fiore che porta il suo nome, ma al suo interno vi era incisa la sua iniziale in greco, Y, o il lamento del dio, come già detto….

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