“Storie Mitologiche”: Amori Mitologici

Storie eterne di amori immortali

(a cura di Giorgio Manusakis)

Ovidio o Shakespeare?

Inauguriamo la sezione degli amori mitologici, narrando una storia resa immortale dal grande Shakespeare, ma che Ovidio aveva raccontato oltre un millennio prima di lui. Il poeta latino, nelle sue “Metamorfosi” narra del triste amore di Piramo e Tisbe. Piramo, un giovane assiro, e Tisbe, una fanciulla babilonese, si amavano perdutamente; il loro amore era nato anche grazie al fatto che le loro case erano attigue, ma le famiglie, che erano in forte contrasto tra loro, impedirono ai due giovani di amarsi liberamente e di sposarsi, come tutti gli innamorati sognano di fare. “Ma impedire non poterono che perdutamente ardessero l’uno dell’altra”, (Ovidio, Metamorfosi IV, vv.61-62) prosegue Ovidio. Infatti il loro amore continuò a crescere nelle dolci parole che i due innamorati riuscivano a scambiarsi attraverso una piccola fessura del muro che divideva entrambi e le loro case. Ma l’apertura nel muro era talmente piccola da non permettere, alla tenera coppia, neanche di scambiarsi un bacio o sfiorarsi appena le dita. Piramo e Tisbe, dunque, decisero di fuggire lontano dalle loro ostili famiglie, e raggiungere un luogo dove avrebbero potuto coronare il loro sogno d’amore e, per fare ciò, concordarono di incontrarsi di notte, quando era più facile eludere la sorveglianza delle famiglie, sotto un alto albero di gelso “imbiancato di bacche” nei pressi del sepolcro di Nino. Tisbe, col volto nascosto da un velo, arrivò per prima e si sedette sotto l’albero in attesa del suo amato Piramo. Ma all’improvviso arrivò una leonessa “con le fauci schiumanti di sangue” (Ovidio, Metamorfosi IV, vv.96-98) che si recava alla fonte lì vicina per dissetarsi dopo il pasto; alla sua vista Tisbe, tremante di paura, scappò via lontano in cerca di un rifugio sicuro, ma nella fuga perse il velo che le copriva il volto, questo fu raccolto dalla leonessa che, con le fauci ancora sporche di sangue, lo ridusse in pezzi. Nel frattempo Piramo si dirigeva verso il luogo dell’appuntamento e già lungo la strada, avendo visto le impronte della belva feroce, iniziò a preoccuparsi; poi, ritrovato il velo di Tisbe dilaniato e sporco di sangue, immaginò che la sua dolce amata fosse stata sbranata dalla leonessa. Il giovane fu allora preda della disperazione e, da innamorato, riversò la colpa dell’accaduto su….

Fine 1° puntata

Appuntamento per il seguito del racconto a venerdì 8 agosto.