“Storie Mitologiche”: Amori Mitologici

Storie eterne di amori immortali

(a cura di Giorgio Manusakis)

14° Puntata, continuo della 13°puntata.

Il coraggio di amare

 

…Anche questa volta intervenne Apollo, il quale fece ubriacare le Moire facendo guadagnare tempo a Admeto. Questi si recò subito dai propri genitori chiedendo loro di morire al posto suo, come gli era stato concesso, ma i genitori non cedettero alle suppliche del figlio e risposero che anche loro volevano vivere e godere delle gioie della vita finché non fosse giunto il loro momento. Vedendo che nessuno era disposto a salvare il marito, Alcesti bevve un veleno e silenziosamente raggiunse l’Ade al posto dell’amato Admeto. Ma quando Alcesti sembrava inevitabilmente destinata all’Ade, accompagnata dalle splendide parole che Euripide fa dire al coro:

“Addio, figlia di Pelia,

sii felice laggiù

nelle oscure case dell’Ade.

Deve sapere l’Ade, il dio dai neri capelli,

e il vecchio che traghetta le ombre

stando ai remi e al timone,

deve sapere di avere portato sulla sua barca

oltre la palude di Acheronte

la donna più nobile,

sì, la più nobile che esista.” (Euripide, Alcesti vv.435-444)

gli dei le riservano un destino diverso. Ma qui, come già immaginerete, le versioni sono diverse. Secondo Apollodoro (Bibl.I/9/15) Persefone fu talmente colpita dal sacrificio di Alcesti che non volle accoglierla nell’Ade e la rispedì tra i vivi. Ma lo stesso Apollodoro ci rimanda a Euripide che invece, nella sua tragedia “Alcesti”, narra che durante i riti funebri di Alcesti si trovò a passare da Fere Eracle, vecchio compagno di Admeto con gli Argonauti, il quale, vedendo la città in lutto, si fece narrare l’accaduto e, commosso dalla vicenda e dall’ospitalità di Admeto, che pur di non negargliela non gli rivelò chi fosse la donna morta, esclamò:

“Tu mio cuore, che molto hai osato, e voi, mie mani mostrate ora quale figlio Alcmena di Tirinto, nata da Elettrione, ha

generato a Zeus. Devo salvare la donna spirata di recente, riportare tra queste mura Alcesti, ricambiare la gran cortesia

di Admeto. Mi precipito laggiù e aspetto al varco il signore dei morti, Thanatos dalle nere vesti: penso di sorprenderlo

mentre beve il sangue delle vittime, vicino alla tomba. Balzando dal luogo della mia imboscata, lo agguanterò, lo

stringerò nella morsa delle mie mani e nessuno potrà strapparlo, semisoffocato, dalla mia presa finché non mi abbia

restituito Alcesti. Se fallisco questa caccia perché Thanatos non viene alle libagioni di sangue, scenderò giù, alle oscure

dimore di Core e di Ade, e chiederò che mi sia consegnata Alcesti. Sono convinto che la riporterò su, la rimetterò nelle

mani di chi mi ha accolto benevolmente nella reggia e non mi ha respinto, nonostante il grave lutto che lo aveva colpito.

Fedele alla sua nobiltà, me ne aveva tenuto all’oscuro per rispetto verso di me. C’è qualcuno fra i Tessali, fra i Greci che…

Vi ricordiamo che potete trovare tutti i racconti mitologici nella sezione “Storie Mitologiche” della  rubrica Tourism & Culture del nostro sito Napoliflash24.it

http://www.napoliflash24.it