“Storie Mitologiche”: Amori Mitologici

Storie eterne di amori immortali

(a cura di Giorgio Manusakis)

10° Puntata

L’amore oltre la morte

Tutti, dai grandi cantori e poeti di ogni epoca ai più o meno bravi cantanti di ogni era, hanno scritto dell’amore ideale, l’amore eterno che supera ogni ostacolo e barriera, persino la morte. Ognuno di loro deve qualcosa al mito di Orfeo ed Euridice; infatti, nessuna storia d’amore può descrivere l’amore eterno meglio della loro, capace di vivere anche oltre la morte. A tutti voi, cari lettori di miti3000, sembrerà inutile raccontare un mito ben noto anche a chi di mitologia proprio non ne sa niente; eppure, quanti di voi sarebbero disposti a perdonarmi se non lo includessi in questo scritto? Sicuramente in pochi, ed è a loro che chiedo scusa per la storia che sto per narrare.

Orfeo secondo molti era figlio di Eagro, re della Tracia, e della Musa Calliope, ma altri sostengono fosse figlio di Apollo e Calliope o anche Polinnia o ancora Menippe; comunque fosse, la sua discendenza spiega come mai quando lui cantava e suonava il mondo intero si fermava ad ascoltarlo; addirittura con il suo canto ammansiva bestie feroci e faceva piegare gli alberi verso di lui. I suoi genitori, infatti, fecero sì che egli fosse educato alla musica dalle Muse stesse e Apollo gli regalò la lira, che Orfeo suonava come nessun altro. Euridice, la moglie di cui era perdutamente innamorato, era a sua volta una Ninfa Driade e, come tutte le ninfe, era bellissima. Un giorno, mentre passeggiava per i boschi, fu inseguita da Aristeo, anch’egli figlio di Apollo, il quale voleva possederla, e durante la fuga accadde quanto ci descrive Virgilio nelle Georgiche: “ Correndo a perdifiato lungo un fiume, Euridice, ormai segnata dalla morte, per sfuggirti, non vide il serpente mostruoso appostato tra l’erba folta sulla riva. E il coro delle ninfe sue compagne riempì di lamenti i monti più alti;”(Virgilio, Georgiche, vv.456-460). Aristeo fu severamente punito dagli Dei per aver causato la morte di Euridice, ma lei intanto aveva già raggiunto il regno dei morti, l’ade. Orfeo cercò di trovare conforto nella sua dolce musica, cantando per giorni e giorni poesie per la sua adorata Euridice: “E Orfeo, cercando nella cetra conforto all’amore perduto, solo te, dolce sposa, solo te sulla spiaggia deserta, solo te cantava al…

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