A volte accadono eventi e situazioni che portano alcuni a comportarsi in maniera straordinaria, cioè ad agire al di fuori della loro natura. Questa storia ne è un esempio.

Uno degli eroi più sconosciuti della storia ha salvato migliaia di persone e tantissime imbarcazioni. Per più di 20 anni ha guidato le navi attraverso acque pericolose. Questo nuotatore e navigatore apparve per la prima volta alla fine del XIX secolo. Un eroe incredibile che non sapeva né leggere né scrivere, non aveva nessun tipo di preparazione e lavorava gratis. I marinai lo chiamavano Jack e lui era un delfino. Vicino la costa della Nuova Zelanda c’è un passaggio molto pericoloso attraverso le isole D’urville chiamato il passaggio francese.

Il passaggio francese aveva da sempre una brutta reputazione fino a quando non arrivò Jack e poi per 20 anni fu considerato sicuro. Per ben due decenni, 24 ore al giorno Jack andò incontro alle navi che passavano, nuotando insieme a loro per miglia, giocando e facendo salti in aria, tuffandosi sotto le navi per poi riapparire dall’altra parte, ma quando queste imboccavano l’entrata del passaggio francese Jack si metteva a nuotare davanti a loro rimaneva lì, indicando l’unica via sicura attraverso questa strettoia, fino a quando le navi non  raggiungevano incolumi l’altra parte.

Nel 1903, un passeggero a bordo del Penguin bevve troppo e sparò a Jack i marinai erano furiosi e lo volevano buttare in mare, ma il capitano li fermò. Jack non fu più visto per due settimane e tutti pensavano che fosse morto. Poi una mattina apparve di nuovo. Dopo essere stato sparato dal passeggero sulla Penguin, Jack non andò più incontro a quella nave, l’unica nave che rifiutò di accompagnare. Soltanto con un pilota umano a guidarla, la Penguin colpì delle rocce sott’acqua e pochi anni dopo fece naufragio. Jack probabilmente morì di vecchiaia nel 1912, ma non è stato dimenticato. La storia della sua abilità di salvare vite è stata raccontata su una statua eretta in sua memoria sulla spiaggia di Wellington.

Simona Caruso

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