STORIA DELLA CAMORRA

CAP. V ) EVOLUZIONE della CAMORRA NEGLI ULTIMI 60 ANNI

Dall’analisi fatta nei precedenti capitoli, si è potuto constatare come la CAMORRA, dopo l’unità d’Italia, abbia cominciato a collaborare con il potere, inserendosi un po’ nella vita, nelle strutture dello stato e come, anche durante il Fascismo, la sua influenza si sia progressivamente estesa fino ad assumere, con l’estradizione in Italia del boss di Cosa Nostra Lucky Luciano, proporzioni internazionali.

LUCKY LUCIANO, considerato “il padre del moderno crimine organizzato”, diventò uno dei protagonisti dell’espansione del commercio di EROINA nel secondo dopoguerra.
Espulso da Cuba su richiesta del Federal Bureau of Narcotes degli Stati Uniti, fu mandato in Italia nell’aprile del 1947 e incarcerato all’Ucciardone di Palermo; liberato dopo un mese, fu inviato, per volere del governo americano , in soggiorno obbligato a Napoli, dove si dedicò al contrabbando di sigarette, aiutando la Camorra napoletana a inserirsi nel grande traffico internazionale, superando la sua dimensione locale.

LUCKY LUCIANO
Riprese anche il traffico di stupefacenti , importando oppio e trasformando la morfina in eroina, che esportava a New York.
Riallacciò un vecchio rapporto con VITO GENOVESE, boss nel traffico di prodotti farmaceutici , e insieme diedero impulso al mercato nero degli Antibiotici ( molto rari e ricercati nell’immediato dopoguerra) e si legò ad altri mafiosi rimpatriati dagli USA, come Frank Coppola .
Lucky Luciano e Vito Genovese, negli anni ’50, entrarono in affari con alcune case farmaceutiche del Nord per l’importazione illegale di stupefacenti e il boss italoamericano diventò il tramite fra Napoli e i grandi traffici di droga e sigarette con la mafia americana.
Lucky Luciano morì nel 1962, a causa di un caffè avvelenato.
Gli anni ’70 videro il boom del contrabbando di sigarette estere , che ebbe il suo centro di smistamento a Napoli, nel periodo in cui molti mafiosi furono mandati al soggiorno obbligato
in Campania. (1973 – 1974 ).

cutolo

Verso la metà degli anni ’70 emerse il nuovo boss RAFFAELE CUTOLO,  il quale, da Poggioreale dove era rinchiuso per omicidio, diede origine a un progetto di ristrutturazione della Camorra in senso mafioso, sfruttando il nuovo business della droga, che si andava affermando.
Ha inizio, con Cutolo, la N.C.O. ( Nuova Camorra organizzata ), che tentò di imporre il controllo su tutte le attività illecite , attirandosi però la guerra delle altre organizzazioni camorristiche siciliane e napoletane, che si associarono con il nome di N.F. (Nuova Famiglia ).
Dallo scontro tra le due organizzazioni criminali ebbe origine una guerra spietata che si concluse con la scomparsa della N.F. Durante questa lotta vi fu anche una fase in cui avvenne una connessione tra la Camorra e le BR.
Nei primi anni ’80 anche la N.C.O. cominciò a perdere la sua influenza fino a essere soppiantata dall’ascesa di nuovi Clan.
Nel 1992 il boss CARMINE ALFIERI tentò di dare una “struttura verticistica” alla malavita organizzata , creando la N.M.C. ( Nuova Mafia Campana ) che non riuscì però ad affermarsi.

CARMINE ALFIERI
Nel corso degli anni ‘ 90, la Camorra rinforzò la sua ” struttura di tipo orizzontale” ad eccezione di “alcuni cartelli, tra cui il Clan dei Casalesi” , che si organizzò in modo verticistico.
All’inizio degli anni 2000, l’organizzazione camorristica godeva ancora di un certo potere, grazie agli appoggi politici, che consentirono il controllo di importanti attività economiche locali nelle province di Napoli e Caserta.fino a raggiungere le 200 famiglie attive in tutta la Campania, con insediamenti camorristici anche all’estero.
I nuovi gruppi diventarono molto attivi sul fronte di numerose attività economiche quali:
– infiltrazioni negli appalti pubblici
– traffico di droga
– immigrazione clandestina
– prostituzione
– riciclaggio di denaro sporco
– usura
dando origine a numerosi conflitti tra Clan e Faide interne.
Tra il 2004 e il 2005 ebbe moto risalto la cosidetta “Faida di Scampia”, scoppiata all’interno del Clan di LAURO.
Numerosi furono gli scontri sul territorio napoletano tra i vari gruppi che si contendevano le aree di maggior interesse .
– Nell’ AREA NORD, tra i quartieri di Scandigliano, Scampia, Pescinola, Miano e Chiaiano , l’influenza più forte fu quella del cartello camorrista detto “Alleanza di Secondigliano”.
– Nella ZONA CENTRALE ( centro storico, Forcella ), un gruppo di Clan prese in mano tutta l’area del centro fino al quartiere Ponticelli ( ZONA EST ).
L’altra zona calda del centro fu la zona dei cosiddetti Quartieri Spagnoli.
La situazione divenne poi più tranquilla, in seguito all’arresto e alle uccisioni di molti
boss storici.
– Nella ZONA OCCIDENTALE, molti quartieri, compreso il Vomero ( definito per anni “quartiere bene” della città ) passarono sotto il dominio di numerosi Clan camorristici.
– Nell’ AREA METROPOLITANA, ormai urbanisticamente saldata alla città , numerose furono le zone che passarono in mano a gruppi della Camorra, che si infiltrarono anche in molte amministrazioni comunali ( come dimostra lo scioglimento di molti comuni per “infiltrazioni mafiose”, come ad esempio il comprensorio vesuviano e molano.
Forse meno invasive rispetto a Napoli e Caserta vi furono delle interferenze camorristiche anche nella periferia di Salerno e in provincia di Benevento.
Per quanto riguarda il resto della regione, un ruolo di primo piano fu assunto dal CLAN DEI CASALESI, sorto in provincia di Caserta e attivo soprattutto nell’Agro Aversano. che si impose come una grande organizzazione di livello internazionale, gestita da un gruppo di famiglie alleate.
Nel 2013 operavano in Campania ben 114 CLAN e 4500 AFFILIATI.
Per un approfondimento sulla Storia dei BOSS che hanno guidato la Camorra di questo
periodo, si consiglia di consultare il Sito “Le stronzate di Pulcinella”, alla voce ” la Storia della Camorra e i suoi Boss”.

Il CAPITOLO VI concluderà questo breve excursus storico sul fenomeno camorristico, con alcune riflessioni generali su quello che è diventato uno degli argomenti più controversi e spinosi non solo della Storia di Napoli e della regione campana , ma di tutta la Storia italiana.

Fernanda Zuppini

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