Storia dei quartieri di Napoli: Fuorigrotta

Nel I° secolo a. C. sorgeva il “Marcianum“, un villaggio di campagna sorto intorno ad un quadrivio, praticamente un podere, abitato dalla gens Marcia, localizzabile agli inizi della regione vulcanica dei Campi Flegrei.
Era quella l’antica Fuorigrotta, terra resa fertile dalla cenere eruttata da piccoli crateri sparsi per la valle.
A metà strada tra Puteoli e Neapolis, vi passava l’antica via collinare detta “Antiniana“, collegata con le colonie greche dei Campi Flegrei.
Per ragioni militari, nello stesso periodo, fu costruita una nuova strada attraverso una grotta che giungeva fino all’attuale Riviera di Chiaia e che Seneca chiamò “Crypta neapolitana“.
La grotta, d’anguste dimensioni e buia, non risolse il problema dei collegamenti con la zona flegrea e si provvide, quindi, a realizzare nuove opere verso il percorso collinare. I lavori, fatti iniziare dall’imperatore Nerva nel 96 d.C., furono completati sotto l’imperatore Traiano nel 102 d.C.. Ci sono stati ritrovamenti risalenti all’epoca nell’area dell’odierno Rione Traiano.
Nel secondo secolo dopo Cristo fu costruito un complesso termale con le acque del Serino, segno questo che il villaggio dei Marciani era diventato un importante nodo viario, un punto obbligato di transito.
Nel Marcianum fu sepolto, subito dopo il martirio, San Gennaro, decapitato a Pozzuoli nel 305. Vi era quindi già costituita una vasta comunità di cristiani. I resti di San Gennaro furono poi trasportati nelle catacombe di Capodimonte. Nel 985 già esisteva una chiesa di San Vitale, martire ravennate, nella zona “foris cryptae” detta “casa pagana” probabilmente un culto, quello legato al santo, non locale ma dovuto dall’annessione del territorio napoletano da parte del Ducato Bizantino dipendente da Ravenna (553 – 638).
Nella metà dell’XI secolo la zona di “foris cryptae” fu sottoposta ai Normanni di Aversa. Nei secoli seguenti non ci sono particolari notizie, fino al periodo del viceregno spagnolo (1503 – 1734, quando nell’area flegrea alloggiarono le guarnigioni militari. Nella seconda metà del XVI secolo il quartiere era una pianura intensamente coltivata. Dopo il 1571 fu aperta la via Regia, voluta dal viceré, che dalla crypta neapolitana conduceva al litorale di Bagnoli e proseguiva per Pozzuoli. Si edificò all’imboccatura di questa via una chiesa denominata “San Vitale e Santa Maria delle Grazie” e intorno ad essa si cominciò a sviluppare un centro abitato più vicino a Napoli.
Ed arriviamo ora ai tempi “più moderni, quando Fuorigrotta legò il suo nome a quello del Poeta Leopardi, sepolto nella chiesa di San Vitale dopo la morte avvenuta il 14 giugno 1847. I suoi resti mortali furono trasportati a Mergellina presso la tomba di Virgilio.
Nel maggio 1878 fu inaugurata la linea tranviaria a cavalli (omnibus) tra Pozzuoli e la chiesa di San Vitale, che fu in seguito elettrificata nel 1902.
Nel 1884 fu aperto il tunnel delle “Quattro giornate” che era fiancheggiato da un altro piccolo tunnel riservato ai tram. Nel centro della galleria c’era una coppia di ascensori che salivano a Posillipo e a Villanova (Via Manzoni) e che rimasero in funzione fino al 1936. Il traforo consentì di prolungare la linea tranviaria sino alla Torretta.
Un grande impulso allo sviluppo complessivo dei Campi Flegrei fu dato dalla Ferrovia Cumana, inaugurata nel tratto Montesanto – Terme Puteolane (La Pietra) il 1° luglio 1889.
Mancando di fognature, case, assistenza pubblica e un piano regolatore a fronte di un’espansione non indifferente, anche dovuta all’ultimazione dello stabilimento dell’Ilva, nel 1910 fu redatto un piano di risanamento e di ampliamento che prevedeva un vasto rione di case civili.
Nel 1913 l’amministrazione comunale pensò alla realizzazione di una nuova galleria sotto la collina di Posillipo (tunnel della Laziale) che fu completata nel 1925. In quello stesso anno entrò in funzione il tronco della Direttissima Napoli – Pozzuoli.
Nel 1931 Mussolini affidò a Napoli l’organizzazione della “Mostra delle terre italiane d’Oltremare” e la scelta della zona per la realizzazione di quest’imponente progetto cadde su Fuorigrotta.
Fu necessaria la bonifica radicale del territorio abbattendo i vecchi fabbricati. Furono abbattuti 7.000 vani e 15.000 persone, sulle 39.000 che ne contava allora il rione, si ritrovarono improvvisamente senza un alloggio, né era stata prevista alcuna sistemazione sostitutiva.
Dalla nuova piazza del Littorio, all’uscita della prima galleria, nacque il Viale di Augusto, che giungeva sino al grande piazzale dove si apriva l’ingresso della Mostra. Ai collegamenti con Posillipo provvedeva anche una funivia.
A tal epoca risale gran parte della toponomastica delle strade e dei vialoni del quartiere dedicati a personaggi dell’antica Roma (viale Augusto, Via Giulio Cesare, via Caio Duilio, ecc.) e a personaggi e luoghi dell’epoca delle lotte contro l’Impero ottomano (vedansi le vie Andrea Doria, Sebastiano Veniero, Francesco Morosini, Lepanto).
Nel 1950 fu aperto al pubblico il Giardino Zoologico di Napoli, che costituiva l’ampliamento del Parco Faunistico delle Terre d’Oltremare, creato nel 1940 per ospitare gli animali tipici delle colonie italiane d’Africa e poi chiuso per lo scoppio del secondo conflitto mondiale.
Nei primi anni ’60 si registrò la messa in atto di notevoli realizzazioni: il Politecnico, il Centro di Produzione RAI, il CNR, lo Stadio San Paolo.
In occasione del campionato mondiale di calcio ’90 la zona circostante subì notevoli variazioni e fu progettata una Linea Tranviaria Rapida (L.T.R.), che oggi collega Fuorigrotta e Piedigrotta.
Ma è soprattutto nel periodo del Boom economico che l’area divenne oggetto di un notevolissimo insediamento edilizio facendo del quartiere una delle aree più densamente popolate della città.
Nonostante la modesta estensione, Fuorigrotta rappresenta il centro degli eventi sportivi e fieristici napoletani, nonché la principale sede di concerti e convegni. È inoltre sede di numerosi istituti universitari e scientifici. Come pure sono presenti diverse strutture per il divertimento e il tempo libero (in primis, l’Edenlandia, il più grande Parco Divertimenti Tematico del Sud ed il più antico in Italia nel suo genere insieme a Fiabilandia a Riccione).

di Carlo Fedele

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