La stazione più bella del mondo sarà a Napoli. 

Nel 2019 Napoli potrà vantare di un altro gioiello. Si tratta della fermata “Duomo” della metropolitana di Napoli, linea 1. Il progetto dei due archistar, Massimiliano Fuksas e della moglie Doriana Mandrelli, è stato presentato a Palazzo San Giacomo, al sindaco De Magistris.  Gli scavi ebbero inizio nel 2000 e diciannove anni dopo turisti e passanti potranno ammirare finalmente la sua suggestiva bellezza. I Fuksas ne parlano come “la stazione più bella al mondo”.

L’unicità deriva soprattutto da ciò che è stato trovato sotto terra. Durante gli scavi archeologici, infatti, sono stati riportati alla luce reparti risalenti all’epoca romana, tra cui un tempio del I secolo d.c., un porticato ellenistico di età Flavia costruito al di fuori delle mura e una pista da corsa del ginnasio, conservando il fascino intrinseco di ciò che è antico.

La stazione sarà coperta da un’enorme calotta trasparente che darà l’idea di un museo aperto a tutti. Inoltre, sarà per tutti un viaggio nel tempo. Nella stazione si percorreranno venti secoli, dal primo dopo Cristo allo sbarco sulla Luna. Oltre ad essere una meravigliosa passeggiata tra passato e presente sarà una passeggiata tra luce e buio. Il punto di forza è proprio l’illuminazione che accompagnerà il viaggiatore in un percorso sensoriale: “Noi abbiamo previsto che si possa vedere la luce del giorno attraverso la cupola trasparente sotto la quale c’è il tempio. Nel piano sottostante si vedono ancora il cielo e i palazzi di piazza Nicola Amore attraverso una trave scoperta, fissa sul vetro. Ancora più sotto si trovano le banchine, lungo le quali sono montati una serie di pannelli retroilluminati. E’ come una passeggiata lungo le ore della giornata: i colori cambiano, si va dal celeste chiaro all’arancio del tramonto e oltre, alla notte. E’ quasi la passeggiata di un astronauta che vede la terra dalla luna e osserva le fasi del giorno che si susseguono”.

Colonne di marmo, pavimenti a mosaico, capitelli, lastre di marmo, numerose decorazioni ed elementi architettonici, dove il tempo sembrerà essersi fermato, regaleranno il piacere di girovagare e scoprire, magari senza correre. Il progetto, intanto, sarà in mostra con altri della metropolitana di Napoli dal 23 Novembre al Mann, il Museo archeologico nazionale di Napoli, e questa è una bella soddisfazione per il popolo partenopeo.

Durante un’intervista viene tra l’altro posta l’attenzione sulle Vele di Scampia, che anziché essere ristrutturate verranno abbattute: “Noi l’avevamo proposto nella scorsa intervista al Corriere del Mezzogiorno: ci piacerebbe lavorare sulle Vele. Ma finora nessuno ci ha contattato, non ce l’hanno chiesto. L’architettura in luoghi che pongono problemi è più interessante. Noi siamo d’accordo con chi non vuole abbattere le Vele, meglio recuperarle. E noi siamo qui”.

Laura Santomarco