Qualche anno fa ci fu un prorgramma sulla televisione britannica che parlava di tutte le scoperte ed invenzioni di Star Trek e non solo, che erano divenute realtà o lo stavano diventando: Così è stato per i computer, il “back up” e lo “storage” dell’informazione che prende sempre meno spazio; l’idea del telefono cellullare; il pannello di alluminio trasparente, più forte del vetro a prova di proiettile presente nel quarto film, esiste ora è va sotto il nome tecnico di ALON. Ancora,  Vocera Communications, una compagni al americana, ha creato un ” comunicatore” una specie di spilla o stemma da indossare sugli abiti, che si ispira al concetto della spilla simbolo della flotta spaziale che negli show apriva le comunicazioni al tocco della mano. La connessione è basata su l’uso di una rete interna LAN che si collega con il software della spilla/stemma. Per non dimenticare l’iniezione ad aria compressa usata così spesso dal dott. McCoy per inoculare i pazienti,  è una tecnologia già in uso da molti  anni. Tanto per citare alcune delle moltissime  scoperte ed invenzioni di Star Trek ed in generale della fantascienza poi diventate realtà.

Però la più importante ed incredibile di tutte sembra essere quella realizzata presso l’Università Federico II di Napoli. Infatti il primo prototipo di Wormhole, una scoperta su cui scienziati e comuni mortali fantasticano ormai da decenni, ha avuto luogo nell’ateneo napoletano. Il wormhole è  un tunnel spazio-temporale che, secondo ipotesi scientifiche, permetterebbe all’energia e alla materia di trasferirsi non solo da una dimensione spaziale all’altra, ma anche attraverso il tempo sia passato che futuro.

Gli studi su fenomeni così complessi, ovviamente, sono ancora agli albori, ma il piccolo passo avanti compiuto dall’equipe internazionale dell’Università di Napoli permette per lo meno di mettere alla prova l’idea del “ponte di Einstein-Rosen“, che dovrebbe spiegare il  funzionamento dei buchi neri, i quali risucchiano l’energia senza mai ridarla indietro. Per gettare luce sui meccanismi e ritrovare l’energia “perduta”, questa teoria già negli anni ’30 riteneva che lo spaziotempo fosse bucato e permettesse all’energia di viaggiare attraverso lo spazio, da una dimensione all’altra.

Dopo ottant’anni è arrivata una piccola conferma di quanto affermato dalla rivoluzionaria idea. Il prototipo del Wormhole è infinitesimale ed è stato ottenuto collegando due foglietti di grafene, il materiale più sottile del mondo, attraverso un nanotubo. La struttura ottenuta è stabile e all’interno è stato ricreato il vuoto, che fa si che l’energia  inserita nel sistema venga trasmessa da un estremo all’altro alla velocità della luce.

Le applicazioni pratiche di questo esperimento potrebbero già essere rivoluzionarie per l’attuale livello tecnologico. Questo sistema potrebbe infatti essere utilizzato per trasferire i dati molto velocemente all’interno dei processori, aumentando la loro potenza ed efficienza.
Comprendere le caratteristiche di questo Wormhole in miniatura è il primo passo per uno studio più approfondito dello spaziotempo e per scoperte scientifiche che, fino ad oggi, si erano viste soltanto nei film e telefilm di (fanta)scienza. Saremo pronti, in un futuro non troppo lontano a viaggiare da una parte all’altra dell’universo o a viaggiare attraverso il tempo sia nel passato che nel futuro…le implicazioni di tutto questo, come sempre, lasciano campo a possibilità infinite tanto bellissime quanto terribili, ma come sempre bisogna guardare al futuro con fiducia e sperare nel meglio.

Simona Caruso