Stadio Ascarelli : il primo ed unico stadio di proprietà del Calcio Napoli!

Giorgio Ascarelli, amante dell’arte e studioso autodidatta di pittura, appassionato di sport, fu tra i fondatori del Real Circolo Canottieri Italia nella rinnovata sede sulla Banchina Santa Lucia e, soprattutto, nel 1926, il promotore principale della fondazione del Napoli Calcio, allora denominato A.C. Napoli e che riunì in una sola compagine tutte le squadre esistenti in quel momento in città. Lo stadio fu progettato da Amedeo D’Albora su commissione del primo presidente del Napoli, appunto Giorgio Ascarelli e fu edificato nei pressi della zona nota come “Rione Luzzatti“, nei pressi della Stazione Centrale. Le tribune furono costruite in legno e l’impianto, inizialmente denominato “Stadio Vesuvio“, poteva contenere 20.000 spettatori. I lavori vennero interamente finanziati dallo stesso Ascarelli, facoltoso industriale tessile di origine ebraica, che lo fece divenire il primo e finora unico stadio di proprietà del Napoli in più di ottanta anni di storia. La prima partita ivi disputata fu il 16 febbraio 1930, Napoli – Triestina 4-1, anche se l’inaugurazione formale avvenne solo il 23 febbraio successivo, un pareggio 2-2 contro la Juventus che si era portata in vantaggio fino al 2-0; poco più di due settimane dopo, il presidente Ascarelli morì ed in sua memoria l’impianto fu intitolato al suo nome, divenendo lo “Stadio Giorgio Ascarelli”. In vista dei mondiali italiani del ’34 l’impianto, ribattezzato col nuovo e definitivo nome di “Stadio Partenopeo fu interamente ricostruito in cemento armato, in modo da portare la sua capienza a 40.000 persone. La re-inaugurazione avvenne a pochi giorni dall’inizio del torneo mondiale, durante il quale si svolsero due partite (fra cui la finale per il 3º posto Germania – Austria). Dopo i mondiali ritornò ad esser sede abituale delle partite casalinghe del Napoli e nel 1937 la società vi attuò il singolare esperimento dell’ingresso libero alle donne. Nel 1942 lo stadio fu raso al suolo dai bombardamenti alleati e l’unico indizio della sua esistenza ormai permane solo nel nome che popolarmente ha preso e mantiene un vicino rione di case, chiamato appunto “Rione Ascarelli”.

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