E’ previsto per questa mattina nel carcere napoletano di Poggioreale, l’interrogatorio di garanzia di Michele Antonio Gaglione, fratello di Maria Paola uccisa nella notte tra venerdì 11 e sabato 12 settembre ad Acerra, nel napoletano, dopo essere stata inseguita e speronata in motocicletta dal fratello. La vittima, 22 anni, da tempo aveva una relazione con Ciro, il ragazzo trans con cui conviveva. Per questo il fratello voleva ‘’darle una lezione perchè infetta’’, come ha dichiarato l’omicida ai carabinieri che lo hanno fermato subito dopo l’incidente. Gaglione questa mattina davanti al gip dovrà rispondere delle accuse di violenza privata e omicidio preterintenzionale.

È una famiglia distrutta e che non si da’ pace. Ma stiamo attenti a dipingerla come una storia di omofobia. Forse non sanno nemmeno cos’è. Quel che è vero è che non erano preparati e non vedevano di buon occhio la relazione con Ciro, ma so che si stavano abituando all’idea” ha dichiarato il prete anti camorra don Maurizio Patriciello. La madre di Ciro, poche ore dopo l’accaduto, ha reso pubblico un suo messaggio su Facebook: ha accusato Michele Antonio “di aver commesso deliberatamente un omicidio perché non sopportava che la sorella frequentasse un uomo trans. I figli si accettano così come vengono. Paola riposa in pace”.

Maria Paola venerdì notte è caduta dalla moto e ha battuto violentemente su un tubo per l’irrigazione, che le ha tranciato la gola, mentre il compagno, Ciro, veniva percosso da Gaglione che non si era accorto che la sorella era sul selciato priva di vita. Il 30enne è finito in cella per omicidio preterintenzionale e violenza privata aggravata dall’omofobia.

Rabbia e dolore nella comunità di Caivano, il paese dove vive la famiglia Gaglione, mentre insorge la comunità lgbt. “Serve una legge seria contro l’omotransfobia – ha detto Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center e Responsabile Gay Help Line -. Chiediamo giustizia per Paola, il colpevole non è solo il fratello, ma anche gli altri familiari che la hanno maltrattata ed hanno consentito quanto accaduto senza proteggerla e senza denunciare“.