Ci si aspetta la vittoria che possa regalare l’accesso agli ottavi di Champions con due giornate di anticipo ma così non è, finisce 1-1 a Fuorigrotta ma nulla è compromesso. Il primo tempo è lo specchio fedele del periodo del Napoli; hai voglia a parlare di tattica e predisposizione in campo, quando la fortuna ti volta le spalle e contemporaneamente non ti riesce nulla, è davvero dura. I ritmi sono vertiginosi, occasioni da una parte e dall’altra, il portiere del Salisburgo è prodigioso quando manda in angolo un tiro di Insigne beffardamente deviato da Onguéné, Zielinski sbaglia una comoda palla gol, poi però dalla parte opposta Koulibaly commette un fallo ingenuo da rigore che il solito Haaland trasforma con freddezza. Gli azzurri non si scompongono e creano tante occasioni, il palo interno dice no a Callejon e ricorda alla squadra azzurra che aria tira. Poi Insigne servito da Fabian imita Zielinski e manda alle stelle; il Salisburgo sbanda ma quando attacca fa paura e soprattutto dai corner va vicino al nuovo vantaggio. Al minuto 44 Lozano servito da Insigne fa 1-1 con un tiro nell’angolino, il messicano si sblocca e fa esplodere il San Paolo. Nel secondo tempo primi 10 minuti di marca austriaca poi si sveglia il Napoli e va vicino al vantaggio con Lozano prima e Mertens poi; il Salisburgo per lunghi tratti ha il pallino del gioco ma gli attaccanti del Napoli negli ultimi metri sprecano più di una volta l’occasione da 3 punti. Peccato ma la classifica sorride: basterà battere il Genk al San Paolo per staccare il biglietto per gli ottavi.

MERET 6: deve stare sugli attenti per la pressione degli austriaci ma gli sguscianti ed indiavolati attaccanti del Salisburgo quasi mai concludono in porta. Viene battuto dal dischetto da Haaland.

DI LORENZO 6,5: altra prova sopra le righe dell’infaticabile e sfacciato terzino destro che se la gioca mettendoci fisico, mestiere ed anche grande spregiudicatezza come quando nel finale non teme neanche la giocata rischiosa del dribbling.

MAKSIMOVIC 7: un primo tempo così così, sbanda sui corner e sbaglia in più di una occasione quella dannata palla per uscire dalla difesa. Ma nel secondo tempo Nikola è un muro insormontabile, di testa, in anticipo, di forza, con tempismo.

KOULIBALY 5,5: faceva 1-2 errori in una stagione, è passato a farne lo stesso numero ad ogni gara! Quasi ci aspettiamo l’intervento ingenuo sull’attaccante austriaco che si fa beffe di Kalidou e conquista il rigore. Poi è vero diventa quasi insuperabile e negli ultimi minuti respinge al mittente tutte le offensive avversarie ma la frittata è fatta ed è pure grave.

MARIO RUI 5: inizia con la solita personalità e la propositività sulla corsia mancina. Come accede però spesso, complice una condizione non ottimale, sbanda paurosamente in fase difensiva dove il Napoli diventa molto vulnerabile. Non rientra nella ripresa lasciando spazio a LUPERTO 6,5 che dopo una partenza timida cresce in maniera esponenziale unendo ad una buona e attenta fase difensiva anche qualche tentativo di spinta sull’out. Non è uno che ha particolare gamba e soprattutto uno spiccato senso del cross e quindi il tutto viene però vanificato inesorabilmente. Apprezzabile.

CALLEJON 6: il marchio di fabbrica della coppia formata con Insigne produce la solita nitida palla gol che Josè non riesce a tramutare nel gol del pareggio del Napoli per una sfortuna che in questo periodo ha deciso di campeggiare costantemente fianco a fianco agli uomini di Ancelotti. È il palo interno a risputare nel campo un pallone che altre volte sarebbe finito nel sacco; non ci sono altri particolari spunti per il 7 azzurro che come sempre se la suda.

FABIAN RUIZ 5: non era stata casuale probabilmente la prova sottotono di Roma, lo spagnolo dal piede fatato si concede un’altra serata grigia impreziosita soltanto da qualche giocata figlia di una classe di livello superiore. Un tiro di poco alto ed un assist per Insigne che spreca, poco altro.

ZIELINSKI 5: non demerita Piotr, prova a dare continuità alle sue giocate, ad incidere. Però quel gol fallito fa tanta rabbia e dovrebbe far pensare a questo ragazzo di quanto tempo sta sprecando.

INSIGNE 7: all’ennesimo tiro alto (che può far anche arrabbiare) si sente qualche ingeneroso ed anche, permettetecelo, stupido fischio. Sì perché Lorenzo si mette la squadra sulle spalle, si va a prendere il pallone nella propria trequarti e illumina da solo il gioco del Napoli. È vero fallisce qualche tiro ma esclusivamente per mancanza di lucidità assolutamente giustificata da un lavoro pazzesco. Dipinge per Callejon che prende il palo, assiste Lozano per il pareggio, colpisce il palo con una traiettoria diabolica e conseguente tocco di testa del portiere che potrebbe insaccare ma va in angolo e di contorno tanti dribbling e generosi ripiegamenti difensivi. Chi lo ha criticato stasera è prevenuto ed ha seri problemi di valutazione.

MERTENS 6: un mezzo voto in più per l’infinita generosità che lo vede recuperare diversi palloni nella metà campo azzurra. Poco incisivo in avanti dove potrebbe far meglio soprattutto in una occasione molto simile a quella di 15 giorni fa a Salisburgo. Esce per MILIK 6, si vede che ha ritrovato serenità, gioca molto basso a servizio della squadra, dialoga con lucidità ed efficacia ma non trova la migliore collaborazione. Peccato per quella mancata coordinazione nel recupero che non gli permette il tiro pulito che avrebbe consentito di portare la piena posta in palio. Ma Arek c’è!

LOZANO 6,5: Ancelotti vuole sorprendere il Salisburgo con la sua velocità in profondità. Guadagna il giallo di Oungéné dopo pochi minuti e scalda i guantoni di Coronel con un destro sul secondo palo. Partecipa alla manovra ed alla fine del primo tempo con un movimento e tiro che ricordano Hamsik pareggia i conti timbrando il suo primo gol in Champions con la maglia del Napoli. Sfiora il raddoppio dopo dieci minuti della ripresa con una sediata di destro da fuori area poi stanco non è più brillante e in un paio di occasioni non attacca a dovere il primo palo sui cross degli esterni. Esce comunque tra gli applausi per far posto a LLORENTE S.V. che nei 5 minuti più recupero concessi la prende due volte di testa ma senza successo.

ANCELOTTI 6: qualcosa va rivisto, come l’estrema vulnerabilità sui calci d’angolo dove puntualmente il Salisburgo può battere indisturbato. Sbanda paurosamente tra difesa e centrocampo la squadra ma abbiamo l’impressione che ci sia quella insicurezza derivante dalla mancanza di risultati. Al di là di tutto non si può negare ed ignorare la componente sfortuna: anche stasera due legni! Passaggio agli ottavi che sembra alla portata…

A proposito dell'autore

Marco Silva

Post correlati