Erano tutti residenti tra le province di Napoli e Salerno, i responsabili della maxi truffa scoperta dalla guardia di finanza. La banda gestiva diverse slot machine modificate e prive di collegamento alla rete telematica, che consentiva di evadere le imposte che lo Stato prevede sui giochi da intrattenimento. Ingannati anche ignari giocatori, fruitori inconsapevoli di apparecchi “off-line”. Le fiamme gialle di Salerno hanno eseguito 6 misure con divieto di dimora nei confronti di altrettanti soggetti, responsabili della maxi evasione fiscale quantificata in 4 milioni di euro. 

L’operazione denominata “JOKER”, è partita da un’attività di controllo nel corso della quale militari della Compagnia di Cava de’ Tirreni sono venuti a conoscenza che, all’interno di un bar, erano installati apparecchi da intrattenimento con vincita in denaro, non collegati alla rete telematica dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Il mancato collegamento alla rete, di fatto, precludeva il calcolo del PR.E.U., Prelievo Erariale Unico, così come anche i controlli sulla corretta gestione delle vincite da elargire ai giocatori ai quali, ignari, non venivano garantite nelle percentuali previste. La titolare del locale, allarmata dalla presenza dei Finanzieri, tramite un apposito telecomando spegneva immediatamente le slot machine illegalmente detenute nel retro bottega le quali, tra l’altro, erano anche dotate di nulla osta di messa in esercizio falsi. Le macchine venivano installate negli esercizi commerciali delle province di Napoli e Salerno, con la compiacenza dei gestori, che garantivano la propria disponibilità dietro lauto compenso.

I finanzieri hanno sequestrato 20 apparecchi “off line” con relativi nulla osta di messa in esercizio falsi, 65 apparecchi da intrattenimento con vincita in denaro manomessi,  236 schede da gioco e  61 nulla osta di messa in esercizio, ed è stato accertato un mancato versamento del PR.E.U. per oltre 4 milioni di Euro, calcolato dai Monopoli che hanno applicato le aliquote previste per Legge (fissate dagli interventi normativi in materia di stabilità economica e ricomprese tra il 19 ed il 21%) su un imponibile forfettario giornaliero di euro 3 mila, per 365 giorni di presunto esercizio di ogni congegno rinvenuto.