Venerdì 27 maggio alle ore 18.00, presso la saletta La KlessidRa, dell’Istituto Scolastico ERREKAPPA, in Piazza Vanvitelli 15, a Napoli, verrà presentato il libro IL SINDACO IN FUGA O DELLA BUONA POLITICA (Compagnia dei Trovatori- Editore) del dottor Ermanno Corsi, già redattore capo RAI e presidente dell’ordine dei giornalisti della Campania dal 1989 al 2007.

L’evento sarà moderato dalla dottoressa Laura Russo Krauss, mentre i relatori saranno il professore on. Aldo Masullo, ordinario di Filosofia Morale alla Federico II, e il dottor Gino Giaculli, capo redattore de “Il Mattino”.

Il libro, come si legge sulla quarta di copertina, “è una favola agile, arguta stimolante e visionaria di Ermanno Corsi. Una favola- metafora” che è stata pubblicata nel 2015 in una nuova edizione aggiornata. Questo testo ben si lega a questo periodo in cui ci troviamo, nel momento cruciale delle battaglie elettorali per la conquista del potere. All’inizio del testo troviamo scritto ogni riferimento a fatti, persone e luoghi, è impuramente casuale”! Il testo pone dunque notevoli riflessioni e porta, in modo molto interessante, a scoprire, l’operato di un sindaco in particolare, il sindaco Nicola Amore, primo cittadino di Napoli dal settembre del 1883 fino al maggio  del 1887. 

 Il tempo di questo libro-favola:quello di una città-metropoli fuori controllo con fenomeni sconvolgenti di cielo,terra e mare. Ogni giorno proteste. Folti gruppi di dimostranti esasperati invadono il Palazzo del potere e mettono sindaco e assessori con le facce contro  il muro: non per fucilarli alla schiena, ma per non vedere più i loro volti.  Comune sciolto,nuove elezioni.

  Fulvio De Angelis è mediatore sociale di cultura giuridico-umanistica,un intellettuale di prestigio. In un dormiveglia gli sembra di “vedere” l’integerrimo Catone l’uticense che, nel viaggio da Cartagine a Roma, si ferma per un po’ di giorni in città e incontra gli industriali,in particolare i costruttori edili. I suoi giudizi sono schioccanti.

  Il Partito Unico sceglie il candidato a Sindaco. Il Potente Segretario chiama Fulvio De Angelis (“vogliamo aprirci alla società civile, tu sei la nostra bandiera e carta vincente”).

  Appena si diffonde la voce, il candidato (ma Sindaco in pectore con certezza assoluta di essere eletto) viene assediato da richieste e proposte indecenti. Poi ascolta il programma del Potente Segretario (grandi opere pubbliche a tempo di record: ”Il mattone salverà la città”; Grattacielo di cento piani nella “piazza grande”; via Lattea asfaltata per snellire il traffico; col turismo subito 2 milioni di nuovi posti di lavoro).

 Prima di sottoscrivere la candidatura, De Angelis si consulta con l’amico fraterno Antonio Del Piero che, da sindacalista e assessore comunale,aveva svolto ruoli importanti. Vuole sapere da lui perché,a un certo punto,aveva deciso di mollare tutto (non aveva resistito all’assedio di politicanti e faccendieri).

 Sconcertato per le ragioni, anche De Angelis pensa di fermarsi con la candidatura. Poi, però, lo prende il sartriano dovere di “sporcarsi le mani” e di verificare fino in fondo le intenzioni del Partito unico e del potente Segretario. A loro espone, con un audace e grottesco controcanto, il modo con cui intende agire e l’organigramma che ha in testa: una provocazione “intollerabile” che “scandalizza” tutto il “cerchio magico” di quegli spregiudicati affaristi.

  Quando, dopo pochi giorni,ritorna per conoscere ufficialmente reazioni e decisioni, non trova più nemmeno il Palazzo dove il Partito si era pervicacemente insediato da anni. Scomparso del tutto.

 Mentre se ne torna a casa, sotto forma di gigantesca massa caliginosa il Palazzo che si era “nebulizzato” in seguito alle sue “indecenti” proposte, tenta di ingoiarlo per vendetta. Ma lui, accelerando senza perdersi d’animo, riesce a salvarsi.  La sua “fuga” è la sua vittoria. Il Palazzo e il “cerchio magico”, simbolo della spregiudicatezza più spinta, sono stati spazzati via. Sconfiggere la malapolitica è stato possibile e si potrà ancora.