Napoli è scesa in piazza insieme a tante altre città con Greta Thunberg. Sono decine di milioni le ragazze e i ragazzi che marciano in tutto il mondo per il “Friday for Future” per il Pianeta.

Alla manifestazione “Friday for Future” hanno partecipato centinaia di ragazzi, in molte città d’italia: a Napoli studenti provenienti da varie scuole della città e della provincia, hanno marciato al grido di rabbia de “Il futuro del paese siamo noi”. Da stamattina alle nove hanno invaso le strade del centro. I ragazzi vogliono una rottura politica con un sistema economico che sta distruggendo il pianeta. Il corteo, pacifico e apartitico, ha messo insieme studenti e movimenti ecologisti. “Non violentate madre natura” è tra gli slogan più popolari, secondo questi ragazzi non c’è più tempo da perdere: “Bisogna pensare a un nuovo sistema energetico per salvare il pianeta”.

Ragazzi impegnati, giovani come Emanuela, 17 anni dei Quartieri Spagnoli, dove vive con i genitori, mamma disoccupata e papà operaio per una casa editrice, che studia in un istituto tecnico professionale, ha scelto il percorso di Biotecnologie ambientali. Greta per lei e per tanti altri è un simbolo che ha il merito di aver portato l’attenzione di tutto il mondo sulle tematiche del riscaldamento globale, ma anche la ragazza napoletana  si batte da anni per un futuro sostenibile, per lei  forse non è troppo tardi, ma  il tempo stringe e da Napoli vuole lanciare un appello a chi governa il mondo, e cioè quello di rispettare l’accordo salva-clima di Parigi. Anzi, come spiega Emanuela, è necessario modificarlo in modo ancora più drastico: non basta limitare l’aumento della temperatura a 1,5 gradi centigradi. È necessario comprendere è che va accantonato il modello di sviluppo industriale e capitalistico, evitando la speculazione  sui combustibili fossili, ed implementando la diffusione delle energie rinnovabili, altrimenti le sue conseguenze saranno devastanti ed irreversibili. La diciassettenne napoletana è già molto attiva nella piattaforma #StopBiocidio contro le devastazioni della Terra dei Fuochi,  e nel quotidiano da l’esempio con comportamenti ecologicamente sostenibili come la raccolta differenziata tutti i giorni, per esempio o limitando l’utilizzo della plastica e il consumo di combustibili fossili.  Anche se, sostiene la studentessa, è circondata da  indifferenza e cinismo poiché sono ancora in tanti a pensare che le conseguenze non saranno sentite oggi o nell’immediato  futuro. Ma i fenomeni meteorologici estremi sono all’ordine del giorno, e con veemenza la diciassettenne ribadisce che non bisogna darla vinta a coloro che difendono politiche obsolete ed antiambientali, che ancora sostengono che quella del riscaldamento globale sia una “storiella messa lì ad arte”.

Anche i sindacati hanno preso parte oggi, insieme alle ragazze e ai ragazzi, per manifestare contro “le scellerate politiche economiche e industriali che hanno avvelenato il pianeta Terra portandolo sull’orlo dell’autodistruzione.” Si legge sul sito FLC CGIL: “l’impegno di migliaia di studenti, futuri cittadini, è una speranza per tutto il mondo, in un contesto di complessivo deterioramento della qualità della vita umana e di degradazione sociale.” – continua il comunicato – “Per questo, noi saremo sempre al loro fianco e non possiamo che auspicare che le passioni dei nostri giovani più illuminati non vengano soffocate sull’altare di un profitto disumanizzante, egoistico e individualista trovando la strada per realizzare una trasformazione della società che metta al centro la dignità della persona e la costruzione di una comunità capace di una sinergica convivenza pacifica interetnica, in armonia e rispetto dell’ambiente.”

Insieme ai sindacati hanno preso parte alla manifestazione il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, che ha annunciato anche l’approvazione della delibera Obc – Ossigeno bene comune, con la quale la città si impegna più attivamente a proteggere il clima.