Chiusa ieri nella Sala dei Baroni, la XXVI sessione nazionale del MEP (Model European Parliament)

Si è svolta a Napoli, dal 21 al 26 ottobre, la XXVI sessione nazionale del MEP (Model European Parliament), che Napoliflash24 ha seguito fin dalla sessione locale tenutasi presso l’I.T.I.S. “E. Majorana” di Somma Vesuviana (https://www.napoliflash24.it/il-parlamento-europeo-sbarca-a-napoli/) e poi nella sessione regionale chiusa al Maschio Angioino. (https://www.napoliflash24.it/prove-di-europa-nella-sala-dei-baroni/).

Come abbiamo spiegato meglio negli articoli indicati, si tratta di un progetto che coinvolge istituti secondari di secondo grado, non solo regionali, ma anche nazionali e di altri Stati europei, che aiuta i giovani ad entrare in contatto ed a comprendere meglio il funzionamento e l’importanza del Parlamento Europeo di cui, nelle loro sedute, simulano commissioni e delibere. Inoltre, tramite la rete degli istituti che aderiscono al MEP, li aiuta a conoscere le realtà degli altri studenti italiani ed europei. Ogni anno vengono organizzate otto sessioni regionali/cittadine, una nazionale, quattro euro-regionali e due internazionali. Quest’anno la sessione nazionale si è svolta a Napoli, in varie località, concludendosi nella Sala dei Baroni. Le tematiche toccate dalle commissioni dei ragazzi, hanno trattato vari argomenti: dal commercio internazionale alla sanità pubblica, dall’agricoltura e lo sviluppo rurale, alla cultura ed istruzione nell’era digitale, passando per i servizi di assistenza nell’Unione Europea per una migliore parità di genere. Ma nel corso dell’intera sessione, durata sei giorni, si è discusso e deliberato in merito a tanti altri argomenti. Al dibattito hanno partecipato, tra le varie autorità, il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, il quale ha ricordato il suo passato nella Commissione Controllo Bilancio della Comunità Europea, rimproverando l’Europa per la mancanza di politica estera e di solidarietà, e per la sua indifferenza nella questione curda, invitando, infine, i ragazzi a non essere indifferenti a tutte queste tematiche. L’assessore comunale alle politiche giovanili, dr.ssa Alessandra Clemente, ha invece parlato in un discorso appassionato ed entusiasta che ha strappato un lungo e caloroso applauso alla platea, dell’importanza di questo evento a Napoli e del progetto MEP per i giovani, di loro con speranza e certezza di un futuro migliore, grazie proprio a tale progetto, che non solo li avvicina all’Europa e ai problemi del pianeta, ma fa comprendere ai ragazzi come sarà possibile in futuro, per loro, risolverli. Negli articoli precedenti abbiamo anche evidenziato come l’Italia non finanzi questo progetto, contrariamente a quanto fanno altri Paesi europei e, anzi, proprio per questo motivo l’agenzia italiana non concede fondi al MEP, considerandolo un progetto unico europeo e non tenendo conto che, pur essendo tale, si sviluppa in Stati diversi del continente. Si può, pertanto, facilmente comprendere quanto risulti oneroso far parte di questo bel progetto, per le famiglie degli studenti e per i docenti, costretti a pagarsi le spese di viaggio, vitto e alloggio.

Anche di questo abbiamo parlato con il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris:

D: sindaco, nel suo intervento lei ha ricordato il suo passato nella Comunità Europea. Eppure proprio l’Agenzia Italiana alla Comunità Europea, non stanzia alcun fondo per il progetto MEP che, invece, il comune sta supportando mettendo a disposizione le infrastrutture come la Sala dei Baroni. Come giudica questa cosa dal punto di vista sia umano che politico.

R: a me interessa vedere soprattutto quello che facciamo noi, e sono contento che noi sosteniamo questa iniziativa delle scuole, che è molto bella, dove i ragazzi lo fanno con tanto entusiasmo e precisione, abnegazione e competenza, dimostrando che hanno a cura la formazione, lo studio, la scienza e anche l’Europa. Ed effettivamente l’Europa deve stare più attenta alle prossimità, non è un caso che il Parlamento Europeo è anche il luogo dove si conta meno rispetto alla commissione, rispetto ai governi. Quindi c’è bisogno di più democrazia in Europa.

D: quanto giudica importante questi eventi per Napoli e per la formazione dei ragazzi.

R: moltissimo, tant’è vero che li ospitiamo qui, al Maschio Angioino, nella Sala dei Baroni, quindi sosteniamo apertamente questa iniziativa da molti anni e sono convinto che accadrà lo stesso nei prossimi anni.

Abbiamo intervistato anche l’assessore comunale alle politiche giovanili, dr.ssa Alessandra Clemente, chiedendole quanto è importante per la città e per questi progetti, che Napoli abbia questo assessorato:

“Napoli è la città più giovane d’Europa, pensi che il dato dei minori e dei ragazzi, rispetto al dato complessivo della popolazione, è del 21%; ogni volta che qualcuno viene a trovarci, non napoletano, quando mi incontra mi dice: ‘che bello, quanti giovani che ho visto per strada’. Abbiamo pensato, col sindaco Luigi De Magistris, che le politiche dedicate ai giovani, non fossero soltanto esclusivamente all’insegna del problema da gestire, perché magari i giovani sono disoccupati, oppure sono ai margini delle opportunità della società, ma fossero un vero e proprio cambio di prospettiva: occuparsi dei giovani non perché sono un problema, ma perché sono la risorsa più importante per la crescita della città di Napoli, e soprattutto dare ai giovani, non con le parole, ma con fatti concreti, con esperienze concrete, con opportunità concrete, con luoghi concreti, tutto ciò di cui hanno bisogno per poter diventare quella cittadinanza forte, che fa da traino di sviluppo della città di Napoli del presente, ma anche del futuro. Il MEP  è proprio uno strumento, in questo senso, ed è un orgoglio essere qui oggi, e ringraziare tutte queste persone che hanno reso possibile questa iniziativa, incoraggiando i ragazzi e dicendo loro che c’è una città, un territorio, un Paese, l’Italia, che ha tanto bisogno dell’impegno dei giovani. I giovani devono, all’insegna della formazione e dell’impegno, battersi per i propri diritti e per le proprie opportunità, e soprattutto essere i primi pronti a difendere un principio: cioè che il pessimismo non deve mai mortificare la speranza, e che la critica delle cose che non vanno, non deve mai mortificare un giovane che ha voglia di fare.”