‘’Questo mi sembra l’ultimo atto del cigno per interrompere l’esperienza di gestione del più grande bene confiscato nella provincia di Napoli, ma noi andiamo avanti’’. Giovanni Russo, direttore della Masseria Ferraioli, è amareggiato ma certo non intende piegarsi al cavillo burocratico che ha indotto il comune di Afragola a porre i sigilli a una porzione della Masseria.

‘’ Il 1 marzo 2017 abbiamo vinto la gara per l’affidamento delle tre particelle sequestrate – spiega Russo – ovvero le numero 31, 35, 36 che rappresentano l’80% della superficie totale’’. 

Ironia della sorte i sigilli ai cancelli sono stati posti proprio in concomitanza con le manifestazioni anti camorra e l’arrivo del Ministro dell’Interno Salvini ad Afragola.   

’Il fatto è questo il giorno prima dell’arrivo di Salvini e del corteo anti bombe di Afragola – continua Giuseppe Russo – riceviamo la pec unilaterale da parte del comune. Sulla pec ci spiegavano che dal 2014 le particelle 31,35 e 36 sono state poste sotto sequestro, nel corso di un azione di polizia, in quanto gestite illegittimamente. Ci invitavano quindi a lasciare quella porzione della Masseria, formalmente tolta dal contratto di convenzione in essere. Siamo stati invitati a lasciarle immediatamente l’area interessata dal provvedimento; in caso contrario saremo perseguibili a norma di legge’’.

Sulle particelle oggetto di sequestro sono stati realizzati 120 orti urbani gestiti da altrettanti cittadini, 1.700 alberi da frutto giovani, che compongono quello che in masseria chiamano il ‘museo della biodiversità’ per via delle moltissime specie che raccontano la storia del territorio, dei suoi frutti e delle sue tradizioni.

‘’Questa situazione ci lascia sgomenti – ha commentato il direttore della masseria -. Inclusa nelle tre particelle ricade anche il corpo di fabbrica della masseria, che ha una superficie di oltre 1000 metri quadri, la cui ristrutturazione, circa 1 milione e mezzo di euro, è finanziata dal ministero dell’interno grazie al fondo per la legalità. Bloccare l’80% della masseria con un atto unilaterale a mezzo pec senza convocare un tavolo per confrontarci sulla questione, a noi preoccupa molto’’.

Giovanni Russo è pronto a dare battaglia a suon di carte, contro quel provvedimento, ed già è al lavoro per trovare una soluzione che impedisca l’interruzione dei lavori in masseria. ‘’Non ci fermiamo – spiega il direttore – stiamo mettendo insieme tutta la documentazione, attraverso accessi agli atti, per capire chi era il custode giudiziario di questo sequestro, vogliamo conoscerne il nome. Dal sindaco, che si è detto dalla nostra parte, ci aspettiamo ora dei fatti ‘’scritti’’ consequenziali alle sue parole perchè verba volant e scripta manent’’.